Detenuto di 26 anni si impicca in cella ad Ariano Irpino
CRONACA
20 ottobre 2025

Detenuto di 26 anni si impicca in cella ad Ariano Irpino

metropolisweb

Ariano Irpino. Un detenuto di 29 anni di nazionalità nordafricana si è tolto la vita la notte scorsa nel carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Lo riferisce il segretario generale dell Uilpa Penitenziaia, Gennarino De Fazio. Il giovane, affetto da patologie psichiatriche, si è impiccato nella sua cella .

A nulla sono valsi i tempestivi soccorsi degli agenti in servizio e dei sanitari. “Servono subito provvedimenti deflattivi del sovraffollamento carcerario -dichiara De Fazio-, potenziare gli organici e garantire l’assistenza sanitaria”. Nella Casa circondariale irpina il sovraffollamento è del 32 per cento ( 286 detenuti per 216 posti), mentre l’organico della Polizia penitenziaria è al di sotto del 40 per cento (141 agenti sui 231 previsti dalla pianta organica).

IL GARANTE

“L’emergenza, l’epidemia dei suicidi sembra non arrestarsi. C’è un vero e proprio pugno nello stomaco nell’indifferenza sia della politica che della società civile. Il governo, dalla sua parte, nega addirittura che ci sia un allarme legato ai suicidi. Come Garanti abbiamo richiamato più volte l’appello-denuncia del Presidente Mattarella ‘al rispetto della dignità di ogni persona, dei suoi diritti, anche per chi si trova in carcere. L’alto indice di suicidi è prova di condizioni inammissibili, tra cui quelle del sovraffollamento’ Le motivazioni che portano al suicidio sono molteplici, l’attenzione per noi è una emergenza intollerabile scolpita in quei numeri che indicano che nelle carceri si continua a morire. Se poi a questi numeri aggiungiamo anche già le 36 morti in carcere per cause da accertare ci rendiamo conto di questo interminabile supplizio”. Lo scrive, in una nota, il garante dei detenuti per la Campania, Samuele Ciambriello, parlando de suicidio avvenuto la notte scorsa ad Ariano Irpino (Avellino).

A togliersi la vita è stato un cittadino nigeriano padre di due bambini “La politica deve intervenire sul sistema penitenziario, non agendo solo in modo pomposo sulla comunicazione della creazione di più posti e di ulteriori carceri, ma implementando il numero del personale educativo, degli psicologi, dei mediatori linguistici e, infine, ma non per importanza, anche sulla creazione di più misure alternative al carcere” conclude il Garante Ciambriello.