Il silenzio che ferisce: il ghosting lascia cicatrici più profonde del rifiuto
CRONACA
21 ottobre 2025

Il silenzio che ferisce: il ghosting lascia cicatrici più profonde del rifiuto

Rita Inflorato

Sparire senza una parola, come un’ombra che si dissolve nel nulla, può lasciare cicatrici più profonde di un “no“ detto in faccia.

Lo dimostra uno studio innovativo dell’Università di Milano-Bicocca: quando un legame, amoroso, amichevole o professionale si interrompe senza ragionevoli spiegazioni, il vuoto che lascia dietro è più lacerante di una rottura esplicita. Attraverso un esperimento in tempo reale, i ricercatori hanno osservato come chi subisce ghosting resti impigliato in un limbo emotivo: l’incertezza prolunga il dolore, ostacola la chiusura e alimenta un senso di smarrimento e delusione.

Al contrario, un rifiuto chiaro, seppur doloroso, apre le porte ad una possibilità di guarigione emotiva. “ Entrambi i fenomeni suscitano risposte negative e minacciano bisogni psicologici fondamentali“, spiega Alessia Telari, ricercatrice del dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca.

Il ghosting, con il suo silenzio assordante, non solo ferisce, ma mina la fiducia e fa percepire l’altro come profondamente ingiusto. E’ un addio che non ha voce, ma lascia un’eco, lungo nel tempo e amaro, nel cuore di chi lo subisce.