Juve Stabia, ecco chi è il giocatore che parlò con il padre-boss per giocare titolare
L’indagine Relegato in panchina, protesta col padre-boss recluso al 41-bis «Vuoi giocare titolare nella Juve Stabia? Non ti preoccupare rivolgiti a Pinuccio e digli che ti mando io». Durante un colloquio in carcere avvenuto nell’agosto del 2021 tra il ras del «Terzo Sistema» di Moscarella - ora al 41 bis - e il figlio, che militava nel settore giovanile della società stabiese, è emerso l’ennesimo retroscena sui condizionamenti della criminalità organizzata sulla Juve Stabia. Quel «Pinuccio», per gli inquirenti, è Pino Di Maio, team manager della Juve Stabia. Secondo quella che è la ricostruzione dell’Antimafia il figlio di Silviero Onorato, Michele, si sarebbe lamentato con il padre perché l’allenatore aveva deciso di metterlo in panchina facendolo giocare solo pochi minuti. Da qui il consiglio del padre al ragazzino, quello di rivolgersi al dirigente della società stabiese per ottenere il «beneficio» di giocare titolare. Un episodio che ha acceso un campanello di allarme per gli inquirenti in merito ai condizionamenti della camorra anche nel settore giovanile della società stabiese. In tal senso nel decreto di “commissariamento” della società viene citato anche Alfonso Todisco per le sue parentele contiguità con esponenti criminali di Castellammare e una denuncia pregressa per aver favorito la latitanza del boss Michele D’Alessandro. Todisco, peraltro, non risulta formalmente legato alla società dal quale non percepisce stipendio. Un aspetto che per gli inquirenti desta «perplessità». Quanto a Pino Di Maio, invece, il suo nome ritorna anche in merito alle vicende legate per i festeggiamenti della squadra in città risalenti al 29 maggio scorso quando sul palco salirono per consegnare una targa al capitano Leonardo Candellone tre capi ultras ritenuti vicino al clan D’Alessandro: Giovanni Imparato, Michele Lucarelli, alias braciola, e Raffaele Di Somma, alias o’ ninnillo. Secondo la Dda i tifosi si sarebbero rivolti a Pino Di Maio per far introdurre questo momento in scaletta. Ma nel decreto è sottolineato come anche i componenti dell’amministrazione comunale non abbiano dato peso all’episodio.

