Tutti contro tutti in aula: dirigenti, giunta e consiglieri al centro della bufera politica a Torre Annunziata
CRONACA
31 ottobre 2025

Tutti contro tutti in aula: dirigenti, giunta e consiglieri al centro della bufera politica a Torre Annunziata

Antonio Di Martino

Un consiglio comunale nato per discutere di ordinaria amministrazione si è trasformato in un campo di battaglia, con un finale di fuoco firmato dal sindaco Corrado Cuccurullo. Tutto è iniziato con la mozione per la pace, che Cuccurullo ha definito «un atto sterile per quelle che sono le facoltà reali del consiglio», pur riconoscendo il valore simbolico dell’iniziativa e lasciando libertà di voto ai consiglieri. Il documento è stato approvato all’unanimità, ma il distacco del sindaco era evidente. Il regolamento degli hobbisti, presentato dalla presidente di commissione Maria Di Maio con il consigliere d’opposizione Maurizio Palumbo, ha poi definitivamente gli animi. «Meno slogan e più atti concreti», ha dichiarato Palumbo, scatenando immediate reazioni. La consigliera Emanuela Cirillo è intervenuta per difendere il lavoro delle commissioni, al centro di critiche e indagini: «Il lavoro delle commissioni deve essere rispettato dagli uffici, che devono prendere in carico l’indirizzo politico della maggioranza». A sostegno, Roberto De Rosa ha chiesto agli assessori e ai dirigenti di «dare seguito al lavoro delle commissioni», mentre dall’opposizione Michele Avitabile ha rincarato la dose evocando possibili «denunce perché non ci rispettano e non ci rispondono», riferendosi agli uffici e dirigenti comunali. L’atmosfera, già tesa, è esplosa con l’intervento conclusivo del sindaco Cuccurullo. «Le parole di Palumbo sull’opposizione costruttiva mi hanno inizialmente sorpreso, ma la sorpresa è svanita quando ha invocato meno slogan e più azioni concrete». Poi, l’affondo: «Ricordo al presidente della commissione trasparenza di essere altrettanto sincero nel dire che questa amministrazione ha ereditato una macchina comunale disastrosa. Quando a marzo si approva una delibera sul rifacimento di strade e marciapiedi e oggi si contano solo due vicoli asfaltati, bisogna riflettere sulla capacità organizzativa e sui risultati. In altri comuni i municipi restano aperti tutto il giorno grazie a un drappello dei vigili, da noi il corpo è dislocato ai quattro angoli della città». Poi la stoccata alla classe politica: «Aprendo i giornali vediamo città che presentano progetti, mentre su Torre Annunziata leggiamo di indagini e di commercianti che si lamentano per l’isola pedonale. Se non saremo noi a far uscire la città dal buio, chi lo farà?». Incalzante, il sindaco ha posto domande che lasciano il segno: «È dignitoso per la politica riunirsi in uno stanzone? È accettabile che il consiglio si tenga intorno a un tavolo?». E ancora: «Slogan? Con pochi fondi abbiamo organizzato un programma di eventi iniziato il 5 agosto, che nessuno di noi sapeva addirittura che c’era la festa del ritrovamento del quadro. Quando ci si alza in aula ci si deve ricordare che questo è stato il consiglio di Gino Alfani. La politica deve tornare a essere una cosa seria. Serve il coraggio di dire da dove siamo partiti e di riscrivere insieme il presente. Altrimenti, alla fiera degli hobbisti, venderemo solo anticaglia».