San Giuseppe Vesuviano scende in piazza al fianco del sindaco: «Nessuna minaccia ci fermerà»
«Questa gente non avrà vita facile con noi. Non ci sarà spazio per le minacce». A una settimana dal ritrovamento di un manifesto funebre con il volto del sindaco negli uffici del Comune di San Giuseppe Vesuviano, la comunità è scesa in piazza per manifestare al fianco del primo cittadino. Lo ha fatto domenica mattina, in una giornata in cui la parte più sana della città ha mandato un chiaro segnale a chi, ancora oggi, intende la strada delle intimidazioni nel tentativo di ottenere chissà cosa. Oltre a tantissimi cittadini al fianco del primo cittadino c’erano i componenti della sua maggioranza – consiglieri e assessori della coalizione che un anno fa lo ha sostenuto – ma anche diversi esponenti del gruppo di minoranza che gli hanno espresso vicinanza già nei giorni scorsi. «Dobbiamo lavorare tutti insieme per riportare a San Giuseppe Vesuviano un clima di pace e serenità. Anche tra noi componenti delle istituzioni», ha detto il primo cittadino Sepe davanti ai cittadini accorsi in piazza per sostenerlo. Erano presenti anche amministratori di altri Comuni che hanno portato la solidarietà per quanto accaduto settimana scorsa a seguito del ritrovamento di un manifesto funebre negli uffici comunali. «Abbiamo intrapreso un percorso e non ci sarà alcuna minaccia che ci fermerà. Confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine. Noi andremo avanti per la nostra strada», ha spiegato il primo cittadino di San Giuseppe Vesuviano. «Questa comunità è sana e dobbiamo fare di tutto per affermare la legalità contro certe pratiche che non ci appartengono».
Le indagini – Intanto proseguono gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine a cui è stato mandato di rintracciare l’autore delle minacce al primo cittadino. Il ritrovamento del manifesto funebre in consiglio e le indicazioni sul ruolo ricoperto da Michele Sepe – in carica da un anno dopo aver vinto le elezioni sostenuto da una coalizione composta da Pd e 5Stelle – ha spinto gli investigatori a tenere acceso un faro sull’attività politica del sindaco. I militari dell’Arma che stanno seguendo il caso hanno avviato una serie di accertamenti, partendo in primis dalle questioni più importanti sul tavolo del primo cittadino. Dal futuro del Piano Urbanistico Comunale, uno dei grandi temi al centro dell’azione amministrativa ed ereditato dall’attuale squadra di governo, allo sblocco dei condoni che rappresenta una delle prime grandi rivoluzioni volute dall’attuale compagine alla guida del municipio di piazza Elena d’Aosta: al vaglio degli inquirenti tutti gli atti più importanti sulla scrivania di Sepe. Le forze dell’ordine hanno ascoltato anche alcuni dipendenti comunali, l’obiettivo è quello di capire chi possa essersi spinto tanto da lasciare il manifesto funebre di minacce addirittura all’interno della casa comunale.

