Addio a Beppe Vessicchio, il cuore e la bacchetta per la musica. Diresse i più grandi artisti della musica
CRONACA
8 novembre 2025

Addio a Beppe Vessicchio, il cuore e la bacchetta per la musica. Diresse i più grandi artisti della musica

Rita Inflorato

Addio a Peppe Vessicchio, il cuore e la bacchetta della musica italianaLa notizia della morte di Peppe Vessicchio lascia un silenzio profondo, come quello che segue l’ultima nota di un’orchestra che ha appena regalato un’emozione irripetibile. Con il suo sorriso pacato e la bacchetta gentile, Vessicchio non dirigeva solo la musica, ma anche l’anima di chi l’ascoltava. È stato un custode dell’armonia, capace di trasformare il mestiere di direttore d’orchestra in un gesto d’amore per l’arte e per la vita. Si è spento all’Ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni legate a una polmonite che lo aveva colpito nelle settimane precedenti.

Nato a Napoli nel 1956, Peppe Vessicchio ha collaborato con grandi nomi della musica italiana, da Mina a Andrea Bocelli, da Zucchero a Ornella Vanoni, distinguendosi per eleganza e sensibilità. Ma è stato al Festival di Sanremo che il suo volto è entrato nel cuore di tutti gli italiani, guidando decenni di canzoni indimenticabili.Nel corso della sua carriera, Peppe Vessicchio ha diretto le più importanti orchestre italiane. Oltre a dirigere, è stato compositore, arrangiatore, autore di colonne sonore e docente, sempre attento a trasmettere la bellezza della musica alle nuove generazioni. Con il suo stile sobrio e raffinato, Vessicchio ha unito tradizione e modernità, diventando simbolo di competenza, passione e autenticità. Fra le sue composizioni e collaborazioni più note si possono citare titoli come “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande” e il brano “Una lunga storia d’amore”, scritti insieme a Gino Paoli. La sua produzione si è estesa anche a lavori cameristici (per piccoli ensemble) Per una sinfonia del cosmo, che esplora un linguaggio più sperimentale e classico.

Dietro ogni gesto della bacchetta si percepiva la ricerca costante di equilibrio tra ordine e caos, tra rigore e sentimento. Vessicchio non cercava la perfezione, ma la verità del momento, quella vibrazione unica che unisce direttore, musicisti e pubblico in un respiro comune.

Con dolce discrezione, lasciava che a parlare fosse la sua arte limpida, profonda e umana. Il suo lavoro era un atto d’amore verso la musica, verso l’ascoltatore, e verso quella parte di sé che trovava pace solo quando tutto, finalmente, suonava in armonia. Oggi l’Italia perde una delle sue voci più sincere e melodiose, ma la sua musica continuerà a vivere ogni volta che cercheremo bellezza nelle piccole cose.