Ritardi e cantieri sull’autostrada: da aprile partono i rimborsi
CRONACA
10 novembre 2025

Ritardi e cantieri sull’autostrada: da aprile partono i rimborsi

Michele De Feo

Tra cantieri infiniti, code chilometriche e disagi quotidiani, le autostrade campane continuano a essere una delle spine nel fianco per automobilisti e autotrasportatori. Dalla Napoli-Salerno alla A1 nel tratto casertano, fino alla Tangenziale di Napoli, sono numerosi i punti critici dove rallentamenti, lavori di manutenzione e incidenti paralizzano la circolazione, soprattutto nei weekend e nelle ore di punta. Le proteste degli utenti si moltiplicano da anni, spesso senza risposte concrete, e la questione dei rimborsi per chi resta bloccato in autostrada torna oggi di grande attualità. Dal primo aprile 2026, infatti, scatterà un nuovo sistema di rimborsi dei pedaggi in caso di disservizi autostradali, introdotto dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art). Una misura che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe tutelare gli automobilisti vittime di lunghi blocchi della circolazione. Tuttavia, il Codacons solleva pesanti critiche sul provvedimento, ritenendolo “poco efficace” e “fortemente limitativo del diritto degli utenti”.

La proposta dell’Art prevede che il rimborso scatti solo in presenza di blocchi del traffico di durata superiore alle due ore. In particolare, gli automobilisti avranno diritto a un rimborso del 50% del pedaggio se il traffico resta bloccato tra 120 e 179 minuti, del 75% tra 180 e 239 minuti, e del 100% solo se il blocco dura almeno quattro ore. Secondo il Codacons, questa impostazione rischia di rendere i rimborsi “una misura simbolica, più che un vero risarcimento”. «La soglia minima di due ore è eccessiva – denuncia l’associazione – e il termine “eventi perturbativi” utilizzato nel testo è troppo generico, aprendo la strada a ricorsi e contenziosi». In pratica, solo chi rimane “imprigionato” in autostrada per tempi eccezionalmente lunghi potrà ottenere un ristoro, mentre gran parte dei disagi quotidiani, come code di un’ora per lavori o incidenti, non daranno diritto ad alcun rimborso. Ma le criticità non finiscono qui.

Il Codacons segnala un altro punto controverso: le società autostradali potranno recuperare integralmente i costi dei rimborsi, scaricandoli sulla collettività tramite aumenti dei pedaggi. L’Art prevede infatti che, per i primi cinque anni di applicazione, i concessionari possano rivalersi sugli utenti, recuperando progressivamente il 100% dei rimborsi nel primo anno, l’80% nel secondo, fino al 20% nel quinto. «Un paradosso – commenta l’associazione –i cittadini pagheranno due volte, prima con i disagi e poi con l’aumento dei pedaggi».

Una novità positiva, ma di applicazione rinviata al 2027, riguarda invece gli aggiornamenti tariffari, che saranno finalmente legati agli investimenti effettivamente realizzati e al raggiungimento di standard qualitativi fissati dall’Autorità.

I concessionari che non rispetteranno gli impegni o non miglioreranno i livelli di servizio dovranno ridurre le tariffe fino allo 0,5%. Un piccolo passo avanti, dunque, ma che difficilmente potrà soddisfare gli automobilisti campani, stanchi di pagare pedaggi salati per percorrere autostrade spesso dissestate e congestionate. Finché i disservizi resteranno la norma e non l’eccezione, il tema dei rimborsi rischia di trasformarsi in un’ulteriore beffa per chi, ogni giorno, affronta il traffico e le inefficienze della rete autostradale.