Festival CortoDino: a Torre Annunziata premiati cinema, talento e memoria
CULTURA
12 novembre 2025

Festival CortoDino: a Torre Annunziata premiati cinema, talento e memoria

Chiara D'Orsi

Per cinque giorni Torre Annunziata si è trasformata in una vera cittadella del cinema, accendendo le luci della ribalta sul talento, la creatività e la memoria di uno dei più grandi produttori della storia del cinema mondiale. La quindicesima edizione del Festival Internazionale di Cinema CortoDino, promosso dall’APS Esseoesse con il patrocinio del Comune e il contributo della Film Commission Regione Campania, si è chiusa con un successo di pubblico al Cinema Multisala Nexus del Maximall Pompeii, dopo una settimana di proiezioni, incontri e riflessioni sul linguaggio cinematografico contemporaneo.

La XV Edizione
L’inaugurazione, tenutasi il 3 novembre a Palazzo Criscuolo, sede storica del Comune di Torre Annunziata, ha dato il via a una maratona di emozioni, con cortometraggi giunti da tutto il mondo e masterclass firmate da due maestri del cinema italiano, Antonio Capuano e Carlo Luglio. La direzione artistica del festival è stata affidata al giornalista e critico cinematografico Ignazio Senatore, che ha definito questa edizione «un inno alla bellezza», un messaggio di rinascita e orgoglio per una città che attraverso l’arte riscopre la propria identità. La serata finale, condotta con ritmo e ironia da Martino Caso e Christian Liguori, ha portato sul palco un parterre d’eccezione. Tra i grandi protagonisti, Sebastiano Somma, Bianca Nappi, i produttori Luciano e Lorenza Stella, Gino Rivieccio, Giovanni Caso, Mario Porfito e la giovane promessa Aurora Venosa. Applausi e commozione per Nappi, volto della serie di successo «Noi del Rione Sanità», che ha sottolineato quanto il cinema e la televisione siano «strumenti capaci di dare voce a chi non viene ascoltato». A condividere con lei il riconoscimento speciale, i produttori Stella, che hanno contribuito a un racconto autentico della Napoli contemporanea, fatta di fragilità ma anche di riscatto.

 

I premiati di CortoDino
Il palcoscenico del Nexus ha visto alternarsi artisti affermati e nuovi talenti, premiati per la loro capacità di raccontare l’umanità attraverso la lente del corto. Il Premio come Miglior Cortometraggio è andato a «A Domani» di Emanuele Vicorito, mentre per la sezione School il primo posto è stato conquistato da «Futuro» dell’Istituto Narni Scalo di Terni. Il documentario «Le cicogne di Chernobyl» di Karim Galici ha trionfato nella sezione dedicata ai doc, mentre tra gli autori Over ha primeggiato «Pinocchio Reborn» di Matteo Cirillo. A seguire, «In acque tranquille» di Giuseppe Andreatta si è aggiudicato il titolo di Miglior Documentario Short, mentre per l’animazione il premio è volato in Spagna grazie a «Marabù» di Juan Pablo Etcheverry. Il Miglior Corto Internazionale è stato «Land of The Dead Deer» dell’iraniana Anahita Qarcheh, a conferma del respiro globale del festival. Il premio al Miglior Talento Campano è andato a «Lento» di Edoardo Santulli, mentre il veterano Renato Carpentieri si è imposto come Miglior Attore CortoDino 2025 per l’intensa interpretazione in «Camera con vista», diretto da Mario Porfito, che ha ritirato il riconoscimento tra applausi e ammirazione.

Una menzione speciale è andata alla giovanissima Aurora Venosa, vincitrice del Premio «Buon Vento» dedicato alla memoria dell’attrice Elena Fiore, volto indimenticabile della commedia all’italiana. La giovane artista oplontina, prossima al debutto nella fiction «La Preside» con Luisa Ranieri, ha emozionato la platea con un messaggio rivolto ai coetanei: «Non smettete mai di credere in voi stessi. Dovete lottare per i vostri sogni. Questa è la mia terra e so quanto sia complessa, ma dobbiamo essere noi giovani i primi a coltivare bellezza». A consegnarle il premio, i rappresentanti del Comitato di quartiere Provolera, dove sorge la casa natale di Elena Fiore, a suggellare il legame tra memoria, territorio e futuro. La serata è stata impreziosita dal videomessaggio di Daniela Rambaldi, che ha ricordato i cento anni dalla nascita del padre Carlo, il «mago degli effetti speciali», e ha ringraziato gli studenti del Liceo Artistico G. De Chirico per la mostra dedicata al celebre creatore di E.T. Presenti in sala anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero Graziani, impegnati a supporto dell’organizzazione, segno della sinergia tra cultura e formazione che il CortoDino continua a promuovere. Sul palco, accanto al sindaco Corrado Cuccurullo, anche la Vicesindaco Tania Sorrentino, l’Assessore alla Cultura Lina Nappo, il fondatore del festival Filippo Germano e la coordinatrice artistica Francesca Piggianelli, che ha sottolineato l’importanza di un evento capace di valorizzare le nuove generazioni.

 

Il lungomare intitolato a Dino De Laurentiis
Applausi, emozione e orgoglio hanno accompagnato l’annuncio del primo cittadino Cuccurullo, che ha lanciato una proposta destinata a lasciare il segno: «Intitoliamo il nostro lungomare a Dino De Laurentiis». Un gesto simbolico e concreto per onorare il produttore nato a Torre Annunziata, protagonista assoluto del cinema mondiale, artefice di capolavori che hanno segnato intere generazioni. «Torre Annunziata deve fare ancora di più per ricordare un personaggio così straordinario. Dedicare il lungomare a De Laurentiis è un’occasione per dare un’immagine positiva della nostra città», ha dichiarato il sindaco, raccogliendo un lungo applauso dal pubblico in sala. Con la proposta di intitolare il lungomare al grande produttore, il CortoDino Festival chiude la sua quindicesima edizione lasciando dietro di sé un messaggio di speranza, cultura e appartenenza. Per cinque giorni, il cinema ha unito generazioni, linguaggi e culture, trasformando la città vesuviana in un set a cielo aperto dove la bellezza, come ha ricordato Ignazio Senatore, è diventata un atto di resistenza e di amore. Cala così il sipario su un’edizione memorabile, che non solo ha premiato il talento ma ha riaffermato il valore universale del cinema come strumento di crescita e di identità collettiva. Torre Annunziata, culla di Dino De Laurentiis, continua a scrivere il suo film più bello: quello della rinascita attraverso l’arte.