Castellammare, i tentacoli della camorra sull’ospedale: il pentito tira in ballo un politico
CRONACA
13 novembre 2025

Castellammare, i tentacoli della camorra sull’ospedale: il pentito tira in ballo un politico

Michele De Feo

Il controllo assoluto e il monopolio del clan D’Alessandro nel settore dei  trasporti dei pazienti nel servizio del 118 dell’ospedale San Leonardo, e di altri nosocomi sul territorio. Ma anche di cliniche private, case di riposo, hotel e strutture ricettive. E’ quello che emerge dall’ultima inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata che ieri mattina all’alba hanno tratto in arresto Daniele Amendola, 45 anni, imprenditore e titolare della New life, azienda che si occupa del servizio dei trasporti degli ammalati nell’area stabiese. La ditta, peraltro, era aggiudicataria dell’appalto per la fornitura di ambulanze anche presso lo stadio «Romeo Menti» per le partite casalinghe della Juve Stabia. L’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli- procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Sergio Ferrigno, sostituto Giuseppe Cimmarotta- ha portato anche al sequestro della New life, già gravata da un’interdittiva Antimafia dallo scorso fine ottobre notificata dalla prefettura a seguito dell’inchiesta che ha portato al commissariamento della Juve Stabia per infiltrazioni camorristiche. Secondo l’Antimafia Daniele Amendola sarebbe «l’erede» designato dal boss Antonio Rossetti di Alfonso Arpaia, imprenditore che gestiva la «Croce Verde», l’altra ditta in odore di camorra che gestiva in passato il servizio di trasporto dei malati al San Leonardo. Coinvolto nell’inchiesta- è indagato a piede libero- anche Giuseppe Di Lietro, dipendente della New life, accusato di minacce ed estorsione per favorire l’azienda per il quale lavorava a discapito dei competitor che non potevano ostacolare a ditta controllata e imposta dal clan D’Alessandro.

L’inchiesta

Dalle 152 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Federica Colucci viene fuori il ritratto di Daniele Amendola, considerato dalla Dda a tutti gli effetti un colletto bianco del clan D’Alessandro. Il 45enne incensurato è cugino di Alfonso Arpaia e figlio di Antonio, uomo di fiducia del padrino defunto Michele D’Alessandro ucciso in un agguato di camorrra nel ‘93. Ad incastrare l’imprenditore sono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Valentino Marrazzo (già dipendente della Croce Verde), e Pasquale Rapicano, ex killer al servizio della cosca di Scanzano. Ma anche una serie di conversazioni WhatsApp tra il 45enne e il ras, recluso ora al 41bis, all’epoca dei fatti ancora in libertà.  Chat estrapolate direttamente dal telefono di Rossetti nel 2020 quando fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta Domino. Conversazioni che per gli inquirenti dimostrano come il vero gestore della  New life fosse Rossetti che indicava ad Amendola il prezzo da praticare ai clienti.

Le rivelazioni dei pentiti

Lo spartiacque che ha sancito l’allontanamento di Arpaia dalla gestione del servizio al 118 del San Leonardo è stato sancito dalle rivelazioni del pentito Valentino Marrazzo che aveva rivelato i dettagli del business del clan D’Alessandro e in particolare da Antonio Rossetti che nel 2013 era diventato il reggente dell’organizzazione criminale. Così Rossetti, per allontanare i sospetti aveva deciso, per usare un eufenismo, di cambiare tutto affinchè tutto rimanesse come è sempre stato. Amendola è così diventata la pedina di Rossetti nel settore. A confermare questa ricostruzione è anche Pasquale Rapicano che precisa che «Le attività delle ambulanze trova pieno appoggio del personale dell’ospedale San Leonardo, dove lavora anche Francesco Iovino che gode di grande influenza al San Leonardo». L’ex consigliere comunale – non indagato- alle ultime amministrative ha appoggiato la sorella, Lea, poi eletta in maggioranza con la lista Futuro Democratico e Progressista. «Ad ogni piano del nosocomio Antonio Rossetti – ha aggiunto Rapicano- ha un suo referente che gli segnala ogni qualvolta un paziente doveva essere dimesso o trasferito».