Torre del Greco, encomi solenni per i venti «eroi» del crollo a corso Umberto | I NOMI
CRONACA
13 novembre 2025

Torre del Greco, encomi solenni per i venti «eroi» del crollo a corso Umberto | I NOMI

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Il rumore secco, la polvere che avvolge tutto, poi le urla. Il 16 luglio 2023, una parte del fabbricato al numero 59 di corso Umberto I si sbriciolò all’improvviso, trasformando il cuore di Torre del Greco in un campo di macerie. In pochi istanti la città trattenne il fiato, ma fu grazie al sangue freddo e all’umanità di venti uomini in divisa che quella sciagura non si trasformò in una tragedia irreparabile.

Due anni dopo, l’amministrazione comunale ha deciso di dire “grazie”: la giunta guidata dal sindaco Luigi Mennella ha, infatti, conferito 20 encomi solenni agli appartenenti a polizia di Stato e arma dei carabinieri che – in quelle ore concitate – entrarono tra le macerie per salvare vite, sfidando gas, fili elettrici scoperti e il rischio di nuovi crolli. «In quell’inferno di polvere – raccontarono alcuni testimoni – li abbiamo visti buttarsi dentro, senza esitazione».

C’erano i poliziotti Vincenzo Iavazzo, Danilo Ammendola e Fabio Ludovici, primi a farsi largo tra i detriti per trarre in salvo i feriti. C’erano i carabinieri Vincenzo Del Gaudio, Antonio Ingenito, Giuseppe Ficco, Ciro Di Giacomo, Alfio Red Corica, e poi i superiori e colleghi che coordinarono e proseguirono le operazioni: il maggiore Andrea Leacche, i luogotenenti Dario Di Meglio e Adolfo Montagnaro, il brigadiere capo Roberto Celona, il brigadiere Daniele Fiorentino, l’appuntato scelto Claudio Varone, il maresciallo maggiore Giovanni Sudano, il carabiniere Nicola Giannico, il brigadiere Antonio Cesarano, gli appuntati scelti Tommaso Sansone e Vincenzo De Nigris, e infine il vice brigadiere Giacomo Di Pastena.

Insieme, fecero quello che chiunque definirebbe impossibile: liberarono le persone intrappolate, evitarono il panico e permisero ai vigili del fuoco e ai tecnici del Comune di operare in sicurezza. Tre i feriti – uno in gravi condizioni – ma nessuna vittima.

Un risultato che, oggi, suona come un piccolo miracolo. «Il loro intervento – si legge nella delibera – è stato un segnale di speranza e solidarietà per tutta la comunità”. Una comunità che, ora, si prepara a restituire quel grazie mai davvero detto. La cerimonia ufficiale si terrà nelle prossime settimane a palazzo Baronale, ma per chi c’era quel giorno, ogni applauso avrà un volto preciso: quello di venti persone che, senza pensarci troppo, hanno scelto di restare sotto la polvere.

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