Torre del Greco, niente multa da 20.000 € né confisca al locale «protetto» dal Comune: «Sei anni di irregolarità e omissioni»
CRONACA
20 novembre 2025

Torre del Greco, niente multa da 20.000 € né confisca al locale «protetto» dal Comune: «Sei anni di irregolarità e omissioni»

Alberto Dortucci

Torre del Greco. La tentata concussione contestata all’assessore Francesco Leone e all’architetto Maria Gabriella Camera sarebbe solo il «reato finale» di sei anni di irregolarità e omissioni per favorire i titolari dello Yachting Club.

La vicenda parte nel 2018, quando il primo sequestro certifica l’abusività dell’intero piano seminterrato del locale. Da allora, sostiene la procura, si susseguono «vani tentativi di sanare illegittimamente» gli abusi, fino ai recenti accertamenti con cui si è evidenziato come l’immobile non fosse compatibile già in origine con la destinazione d’uso a ristorante: un elemento tale da rendere impossibile ogni sanatoria e che avrebbe imposto un intervento immediato dell’ente di palazzo Baronale. Intervento che – a differenza di tanti altri a carico di «semplici» cittadini – non c’è stato.

Il titolare dell’inchiesta sottolinea come il Comune – a tre anni dal verbale di inottemperanza – non ha mai proceduto all’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale, come previsto dalla legge.

Un’inerzia definita “significativa” dagli investigatori, perché l’acquisizione era un atto vincolato e non discrezionale.  Ancora più grave, secondo la procura, il comportamento della dirigente dell’urbanistica Maria Gabriella Camera, che “si è sempre rifiutata” di firmare il provvedimento con cui sarebbe dovuta essere comminata una sanzione da 20.000 euro al titolare di fatto del locale. Un atto dovuto, rimasto inspiegabilmente in sospeso.

Dall’analisi del pm emerge dunque un quadro complessivo in cui, tra omissioni, ritardi e decisioni mancate, l’attività sarebbe stata di fatto preservata nel tempo, nonostante irregolarità strutturali e vincoli urbanistici incompatibili con l’esercizio della ristorazione. Una ricostruzione che getta nuove ombre sull’operato dell’ente di palazzo Baronale.

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