Lettere, abusi al resort: 6 condanne 150mila euro di multa
CRONACA
21 novembre 2025

Lettere, abusi al resort: 6 condanne 150mila euro di multa

metropolisweb

Abusi edilizi per 50 anni, condannate sei persone e ordinata la confisca del «Resort Paradiso». Il Giudice Monocratico del Tribunale di Torre Annunziata, all’esito di un lungo e articolato processo pendente dal gennaio 2020, su richiesta della Procura della Repubblica, ha pronunciato una sentenza di condanna a un anno di reclusione e 25mila euro di multa nei confronti di sei imputati, riconosciuti colpevoli di lottizzazione abusiva. I reati sarebbero stati commessi a Lettere, nella frazione Orsano, nell’ambito delle opere di costruzione e ammodernamento del «Resort Paradiso», struttura già sequestrata- ma ancora in attività- nel 2019. Con la decisione di ieri, il giudice di primo grado ha inoltre disposto la confisca del complesso e la sua acquisizione al patrimonio del Comune di Lettere.

La struttura Il Resort Paradiso è una delle strutture ricettive più importanti del comprensorio dei Monti Lattari. Ogni anno ospita centinaia di cerimonie e crea un indotto dal punto di vista lavorativo di decine di dipendenti tra fissi e stagionali che ora sono con il fiato sospeso. La sentenza è logicamente di primo grado e può ancora essere impugnata in corte d’Appello.

L’inchiesta Secondo la procura, gli imputati avrebbero portato avanti per circa cinquant’anni una lottizzazione abusiva mista, eseguita sia in totale assenza dei necessari titoli edilizi, sia sulla base di permessi ritenuti illegittimi, in un’area sottoposta a molteplici vincoli e in violazione delle normative edilizie, urbanistiche, paesaggistiche e ambientali. Un sistema di interventi che, nel tempo, avrebbe progressivamente modificato la natura stessa dei luoghi, garantendo alla struttura un’espansione costante e non autorizzata. Come precisato in una nota della Procura firmata dal procuratore Nunzio Fragliasso, la lottizzazione avrebbe avuto inizio nel 1964 con un’attività edilizia continua volta alla realizzazione del complesso turistico-ricettivo.

Le opere abusive Nell’area a monte di via Petrelle sarebbe sorto l’edificio principale, realizzato fra il 1964 e il 2015, con corpi di fabbrica multipiano che avrebbero addirittura invaso in modalità aerea la proprietà pubblica, inglobando porzioni della scalinata e della stessa via Petrelle. Nella nota della procura si evidenzia come tali opere abbiano inciso pesantemente sull’assetto tradizionale del tessuto urbano, alterando spazi originariamente destinati alla collettività. Nell’area a valle della strada, tra il 1987 e il 2014, sarebbero stati eseguiti interventi tali da modificare radicalmente la morfologia del terreno: scavi profondi, terrazzamenti artificiali, muri di contenimento e vaste superfici impermeabilizzate avrebbero permesso di ricavare nuove volumetrie abusive – parcheggi interrati, cucine, locali tecnici e aree di servizio – funzionali all’ampliamento del complesso. Una trasformazione giudicata  irreversibile, che avrebbe compromesso in modo significativo la stabilità idrogeologica dell’area. In via San Martino, dal 2009, sarebbe stata inoltre avviata la costruzione di un’autorimessa su due livelli, formalmente autorizzata come box auto pertinenziali, ma ritenuta dagli inquirenti dichiaratamente destinata al parcheggio degli avventori del resort. L’insieme di tali operazioni avrebbe alimentato, secondo la Procura, una vera e propria strategia di espansione del complesso turistico mascherata da interventi agricoli e pertinenziali. La lottizzazione avrebbe interessato zone sottoposte a vincoli paesaggistici e classificate a elevato rischio idrogeologico dall’Autorità di Bacino, aggravando la vulnerabilità del territorio. Oltre all’incremento del carico urbanistico e alla pressione sulla viabilità locale, gli interventi avrebbero provocato – secondo la ricostruzione accusatoria accolta dal giudice – un impatto ambientale profondo, tale da alterare le condizioni di vita della popolazione residente e comprometterne la sicurezza.