Self check-in e affitti brevi, il Consiglio di Stato dà ragione a Federalberghi
CRONACA
24 novembre 2025

Self check-in e affitti brevi, il Consiglio di Stato dà ragione a Federalberghi

Mauro de Riso

Il Consiglio di Stato ha annullato la sospensione del Tar Lazio e ha riportato pienamente in vigore l’obbligo del riconoscimento «de visu» degli alloggiati nelle strutture ricettive. Con la sentenza del 21 novembre 2025, viene ristabilita l’efficacia della circolare del Ministero dell’Interno che impone a gestori di alberghi, b&b, affittacamere, campeggi e locazioni brevi di verificare personalmente la corrispondenza tra il documento d’identità acquisito e la persona che si presenta in struttura. Il provvedimento chiarisce che l’adempimento comprende sia la trasmissione del documento alle autorità competenti sia la verifica fisica dell’identità dell’ospite. Federalberghi, intervenuta nel giudizio insieme al Viminale, ha richiamato l’impatto operativo della sentenza. «Questa procedura – afferma il presidente nazionale Bernabò Bocca – contribuisce a elevare in maniera significativa i livelli di sicurezza, a vantaggio degli ospiti e dei cittadini. Gli albergatori assolvono da sempre questo compito con grande senso civico e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: numerosi latitanti e pericolosi malviventi sono stati individuati proprio grazie al riconoscimento degli alloggiati e al sistema alloggiati web».

Gli episodi segnalati dal Ministero dell’Interno e dagli uffici studi di Federalberghi riguardano casi avvenuti a Viterbo, Roma, Sirmione, Brescia, Perugia, Jesolo e Montecatini, nei quali il controllo «de visu» ha consentito tempestive comunicazioni alle forze dell’ordine. Su questo quadro si inserisce anche la dichiarazione di Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e Penisola Sorrentina. «La sentenza del Consiglio di Stato – afferma Iaccarino – conferma ciò che come categoria sosteniamo da sempre: la sicurezza non è un optional né un aggravio burocratico, ma un dovere che tutela tutti, a partire dalle nostre comunità locali. L’impegno quotidiano degli albergatori nel riconoscimento degli alloggiati è un presidio fondamentale di legalità. La decisione dei giudici amministrativi rafforza la serietà del nostro lavoro e rende giustizia a un principio semplice: chi ospita deve sapere chi accoglie». Iaccarino richiama anche la questione dell’uniformità normativa tra ricettività tradizionale e locazioni brevi: «perché – aggiunge – le regole devono essere uguali per tutti, senza zone d’ombra. È una vittoria di buon senso che recepisce la posizione espressa con forza dal presidente Bocca a livello nazionale e che rafforza la collaborazione con le istituzioni, unico strumento per garantire un turismo sano e sicuro».

La pronuncia interviene in un contesto caratterizzato da interpretazioni non univoche e riporta certezza su un obbligo storicamente consolidato nella legislazione italiana, dalle disposizioni del Regno di Sardegna del 1859 al Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1931. Con gli strumenti digitali attualmente in uso, l’adempimento si inserisce in un sistema di controlli aggiornato, mantenendo continuità con la funzione attribuita nel corso del tempo al riconoscimento degli alloggiati.