L’intesa tra Pompei e Arabia: un nuovo modello per vivere la storia
CRONACA
25 novembre 2025

L’intesa tra Pompei e Arabia: un nuovo modello per vivere la storia

Vincenzo Lamberti

Un deserto che custodisce millenni di civiltà e una città sospesa per sempre nell’istante dell’eruzione: da due estremi del Mediterraneo nasce una delle partnership culturali più ambiziose degli ultimi anni. AlUla, meraviglia archeologica dell’Arabia Saudita nord-occidentale, e Pompei, icona assoluta del patrimonio italiano, siglano un percorso comune che promette di rivoluzionare il modo in cui il pubblico vive la storia. La Royal Commission for AlUla (Rcu) ha accolto una delegazione del Parco archeologico di Pompei guidata dal direttore Gabriel Zuchtriegel, nell’ambito del Quadro di Cooperazione Culturale tra i due Paesi. Una visita strategica, pensata per far dialogare competenze, prospettive e metodi di gestione di due siti che, pur lontanissimi per contesto, condividono la stessa ambizione: proteggere il passato rendendolo esperienza viva. Hegra, prima iscrizione Unesco dell’Arabia Saudita, con le sue tombe nabatee scolpite nella roccia, è il simbolo di un territorio che racconta oltre 200.000 anni di presenza umana. Intorno, l’antica città di Dadan, le iscrizioni di Jabal Ikmah, i vicoli in terra cruda della Old Town compongono un mosaico di culture e stratificazioni che affascina studiosi e visitatori. «Oggi i viaggiatori non vogliono solo osservare la storia, vogliono sentirsi parte di essa», ha ricordato Phillip Jones, Chief Tourism Officer di Rcu, sottolineando come la collaborazione possa offrire «esperienze più ricche e significative». La complementarità tra le due destinazioni è evidente: Pompei è un attimo congelato, un’istantanea perfetta del passato; AlUla è, invece, un racconto di continuità, paesaggi che parlano, tracce umane che attraversano le ere. «L’archeologia urbana di Pompei e l’archeologia ambientale di AlUla presentano due approcci molto diversi per svelare il passato», ha osservato Dr. Abdulrahman Alsuhaibani, evidenziando come questa diversità generi «opportunità straordinarie di apprendimento». Fondamentale il contributo del direttore del Parco archeologico di Pompei. Nel cuore delle dune saudite, Gabriel Zuchtriegel ha sintetizzato lo spirito dell’iniziativa: «Pompei e AlUla condividono la convinzione che il patrimonio possa essere un ponte tra culture. Siamo uniti dalla missione di proteggere la storia e invitare i visitatori a interagire con essa in modo responsabile, sostenibile e con meraviglia». La partnership non si limita all’archeologia: coinvolge design, artigianato, educazione e prevede progetti come la Pompeii Green Conference e future mostre congiunte. Una visione rafforzata dalla firma della collaborazione alla presenza del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. «Lavoreremo insieme sulla gestione del patrimonio e sul miglioramento delle esperienze dei visitatori», ha spiegato Silvia Barbone, vice president of strategic partnerships di Rcu, puntando a un patrimonio «capace di educare, ispirare e sostenere le comunità».