Leo Barbato, mentalista di Pompei, spopola in tv e conquista i giudici di «Tu si que vales»
CRONACA
2 dicembre 2025

Leo Barbato, mentalista di Pompei, spopola in tv e conquista i giudici di «Tu si que vales»

Vincenzo Lamberti

A Pompei il suo estro era noto da tempo. Ma sabato sera, nella semifinale di Tu Si Que Vales, Leo Barbato è entrato nelle case di tutti con un numero che ha mostrato il percorso di un talento cresciuto proprio all’ombra degli scavi. Venticinquenne, formatosi alla Scuola Artistica del Cmi e già accanto a Silvan in importanti eventi, Barbato ha portato sul palco un mentalismo costruito sulla misura e sull’ascolto. La sua esibizione si apre con Sabrina Ferilli, invitata a nascondere un dado in una mano.  Barbato osserva, attende, interpreta: micro-espressioni, minimi cambiamenti del corpo, tutto diventa indizio. Indovina la mano corretta con naturalezza, in un crescendo di attenzione che il pubblico avverte subito. Segue una seconda prova, affidata a Maria De Filippi, chiamata a scegliere liberamente una carta con il nome di una città italiana o europea.  Anche qui la risposta del mentalista è netta: la città selezionata viene individuata senza esitazione, scatenando la sorpresa dei giudici. Barbato sintetizza così il proprio approccio: «Il mentalismo è la dimostrazione che i limiti esistono solo nella mente. Spero che la mia performance sia un promemoria per tutti: quando si crede veramente in un sogno, si può superare ogni difficoltà e trasformare l’impossibile in realtà». La giuria – Maria De Filippi, Rudy Zerbi, Luciana Littizzetto e Paolo Bonolis – gli assegna un “vale” unanime, mentre la giuria popolare gli attribuisce il 71% dei voti.  Un risultato che a Pompei viene accolto con orgoglio: un giovane della città che porta il proprio talento in prima serata.