Napoli. Morto dopo il sushi, al ristoratore due anni e sei mesi
Sono stati inflitti due anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo al titolare del ristorante giapponese del Vomero in cui Luca Piscopo contrasse un’intossicazione alimentare che, dopo nove giorni, sfociò nella morte del giovane di appena quindici anni. Il processo, conclusosi oggi a Napoli, ha dato come risultato anche l’assoluzione del medico che aveva in cura il giovane, che secondo il pm Federica Amodio, aveva l’obbligo di somministrare delle cure più immediate che avrebbero potuto salvare il paziente. Per il giudice Giuliana Taglialatela, invece, il decesso del 15enne per una miocardite sarebbe collegato alla salmonellosi contratta da Luca insieme con le sue amiche dopo avere mangiato nel locale del quartiere Vomero. Le parti civili sono state rappresentante dagli avvocati Marianna Borrelli (legale della famiglia del 15enne), Rossella Esposito e Amedeo Bolla. I due imputati invece sono stati difesi dagli avvocati Arturo Cola e Vittoria Pellegrino. Presenti in aula i genitori del 15enne e molti suoi amici, tra cui le ragazze che con Luca consumarono il pasto. Il giudice ha, inoltre, condannato il ristoratore a pagare una provvisionale di 45mila euro per ciascuna delle parti civili costituitesi al processo.


