Scandalo Yachting Club a Torre del Greco: ecco tutti i retroscena dell’inchiesta
Torre del Greco. Una nuova bufera giudiziaria si abbatte su palazzo Baronale e rischia di travolgere due settori chiave dell’ente di largo Plebiscito. I dirigenti dell’urbanistica e dei lavori pubblici – rispettivamente l’architetto Maria Gabriella Camera e l’architetto Antonio Sarnello – sono stati, infatti, interdetti dai pubblici uffici per la durata di un anno la prima e di sei mesi il secondo. E’ il primo «verdetto» del gip Mariaconcetta Criscuolo del tribunale di Torre Annunziata sullo scandalo dello Yachting Club, il ristorante della zona porto di Torre del Greco – chiuso da diversi anni per gli abusi edilizi realizzati nella cucina del locale – finito al centro di tre differenti filoni di indagine, iniziati nel 2016 e andati avanti fino alla primavera del 2025. Per entrambi i «colletti bianchi» del Comune – Antonio Sarnello in carica da una decina d’anni, Maria Gabriella Camera nominata nel 2024 dal sindaco Luigi Mennella – il pubblico ministero Matteo De Micheli aveva chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Dopo gli interrogatori di fine novembre, tuttavia, il gip Mariaconcetta Criscuolo ha ritenuto «sufficiente» il divieto di accesso agli uffici del complesso La Salle. L’ordinanza è stata notificata dai carabinieri della caserma Dante Iovino, arrivati prima presso la sede distaccata del municipio e poi direttamente a palazzo Baronale per notiziare il primo cittadino dei provvedimenti a carico dei due dirigenti.
Il castello accusatorio
Per Maria Gabriella Camera – responsabile dell’antiabusivismo, assistita dall’avvocato Elio D’Aquino – l’ordinanza parla esplicitamente di relazioni false per favorire la riapertura dello Yachting Club: prima l’asserita «mancata ricezione» di un diniego alla Scia quando il documento – sostiene la procura di Torre Annunziata – era già nella sua disponibilità, poi la relazione tecnica in cui veniva prospettato un rischio strutturale dell’immobile senza che il sopralluogo avesse prodotto alcuna verifica reale. Atti che – secondo il gip – avrebbero «condizionato pesantemente» il procedimento amministrativo e interferito nella disputa sul ristorante di via Marina. Su Antonio Sarnello – oggi alla guida del settore lavori pubblici e all’epoca dei fatti «semplice» funzionario – il giudice è ugualmente netto: l’architetto di Torre Annunziata avrebbe tollerato irregolarità, omettendo di segnalare le pericolose (e fuorilegge) modalità di ormeggio di una pedana a ridosso del locale della discordia. Una condotta definita dalla procura come una forma di «inerzia selettiva» in un settore già segnato da anni di contenziosi e tensioni.
I restanti indagati
Ma l’ordinanza non si ferma ai due «pezzi da Novanta» del Comune: la rete dei provvedimenti giudiziari tocca ex funzionari, imprenditori e professionisti. La ricostruzione del pubblico ministero Matteo De Micheli si muove lungo tre filoni. Il primo riguarda proprio quelle pedane installate sull’arenile della marina dall’ATI Gusto e dalla Vela del Mare: strutture che – a giudizio degli inquirenti – aggiravano i vincoli paesaggistici e per questo motivo furono sequestrate. Il secondo interessa l’aggiudicazione del chiosco-ristoro nel 2016, dove – scrive il gip Mariaconcetta Criscuolo – una prova pratica sarebbe stata pilotata a favore della stessa ATI Gusto, con il decisivo avallo di chi avrebbe dovuto garantire trasparenza e imparzialità. Il terzo filone – relativo alla parte dell’inchiesta che oggi scuote l’intero Comune – ruota, invece, attorno allo Yachting Club. È qui che le contestazioni diventano più pesanti: atti ritenuti falsi, relazioni incomplete, pareri tecnici che avrebbero ostacolato una società concorrente e favorito – sempre secondo la ricostruzione della procura – i gestori di fatto dell’attività, l’imprenditore Giuseppe Fornito e il cognato, l’avvocato Pierpaolo Palumbo. Per entrambi, interdizione di un anno: Giuseppe Fornito non potrà esercitare attività imprenditoriale; Pierpaolo Palumbo non potrà svolgere la professione forense.Il quadro tratteggiato dal gip parla di una capacità di pressione esercitata dai due sui funzionari comunali. L’avvocato, in particolare, viene descritto come protagonista di «coinvolgimenti tecnici mirati» per sostenere le iniziative amministrative utili all’ATI Gusto; il ristoratore, invece, come figura determinante nelle scelte che avrebbero bloccato la concorrenza fino a «condizionare l’azione amministrativa». L’unico imprenditore privato a non essere interessato da misure cautelari è stato Giuseppe Mennella, assistito dall’avvocato Antonino Baldinelli. Per il noto commerciante la procura aveva richiesto la misura dell’interdizione dall’attività, ma – alla luce dei chiarimenti resi in sede di interrogatorio – il gip non ha ritenuto necessari provvedimenti di sorta.
Gli ex funzionari
Tra i nomi-chiave dell’inchiesta figura l’ingegnere Giovanni Salerno, ex funzionario dell’ente di palazzo Baronale chiamato a rispondere delle presunte irregolarità nella gestione delle pratiche legate alle concessioni e ai titoli edilizi della zona porto. Il professionista è stato ascoltato a lungo dal magistrato per provare a chiarire la sua posizione: l’accusa lo inserisce nella catena di ruoli e responsabilità che avrebbero contribuito a creare un quadro amministrativo confuso e – a detta degli inquirenti – funzionale agli interessi dei gestori dello Yachting Club. Pur non essendo uno dei dirigenti in carica oggi, la sua posizione è ritenuta dagli investigatori significativa perché riguarda fasi operative fondamentali delle istruttorie. Completa il mosaico l’ex dirigente Claudia Sacco, all’epoca dei fatti a capo dello sportello attività produttive del Comune e da circa un anno – all’indomani del rinvio a giudizio nell’ambito dello scandalo rifiuti relativo ai presunti favori alla ditta Buttol per l’aggiudicazione dell’appalto Nu – dirigente della società pubblica Irpinia Ambiente, partecipata al 100% della provincia di Avellino: l’ex assessore della giunta guidata dal sindaco Gennaro Malinconico – assistita proprio dall’ex primo cittadino e dal figlio – è stata ugualmente interdetta dai pubblici uffici per un anno. Secondo il giudice avrebbe assunto un ruolo «attivo e improprio» nel pilotare attività istruttorie, arrivando a esercitare pressioni su funzionari più giovani e tentando di orientare l’esito di verifiche e controlli.
La crociata per la legalità
Eppure, nell’ordinanza c’è spazio anche per chi ha scelto di non piegarsi. Il procuratore capo Nunzio Fragliasso elogia il responsabile dell’antabusivismo e due tecnici che – in varie occasioni – avrebbero rifiutato di firmare atti ritenuti non conformi, preferendo trasferimenti o perfino retrocessioni pur di non avallare dichiarazioni giudicate false. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello alla narrazione dell’inchiesta: un Comune attraversato non solo da presunte opacità, ma anche da resistenze interne che hanno contribuito a far emergere le anomalie. D’altronde, tra gli indagati per cui la procura non aveva chiesto alcuna misura cautelari figura anche l’assessore all’urbanistica Francesco Leone: secondo il pm Matteo De Michele (e le denunce dei dipendenti comunali) il tecnico in quota Pd nella giunta guidata da Luigi Mennella avrebbe avvalorato le «pressioni» dell’architetto Maria Gabriella Camera per favorire gli imprenditori privati. Una vicenda destinata a pesare a lungo sui rapporti tra politica, uffici tecnici e imprenditoria locale, mentre l’attesa ora si sposta sulle prossime mosse della Procura e sulle strategie difensive di chi dovrà dimostrare che quei sopralluoghi e quelle firme non furono ciò che oggi appare nelle carte del gip.
TUTTI I PROVVEDIMENTI DECISI DAI MAGISTRATI
Camera Maria Gabriella
attuale dirigente del servizio Antiabusivismo, destinataria della misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici per mesi 12 per tentata concussione e di falso in atto pubblico
Sarnello Antonio
dirigente dell’UTC, destinatario della misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici per mesi 6 per falso in atto pubblico
Sacco Claudia
già dirigente dell’ufficio SUAP, destinataria della misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici per mesi 12 per falso in atto pubblico
Palumbo Pietro Paolo
destinatario della misura cautelare del divieto di esercitare la professione di avvocato per mesi 12 per truffa ai danni del Comune
Salerno Giovanni
già dirigente dell’UTC, destinatario della misura cautelare del divieto di esercitare la professione di ingegnere per mesi 12 per falso in atto pubblico
Fornito Giuseppe
imprenditore nel settore della ristorazione, destinatario della misura cautelare del divieto di esercitare l’attività di impresa, anche in forma societaria, per mesi 12 per truffa ai danni del Comune

