Torre del Greco, il sottopasso Circum della vergogna: rifiuti e rischio crolli | VIDEO
Torre del Greco. Il sottopasso pedonale della Circumvesuviana di via Emilia – cuore del quartiere Sant’Antonio – abbandonato al degrado. Quello che dovrebbe essere un passaggio per attraversare i binari in sicurezza è diventato, infatti, una discarica a cielo aperto e un luogo estremamente rischioso per la pubblica incolumità. Basta imboccare le scale per trovarsi davanti un quadro agghiacciante: rifiuti di ogni tipo – plastica, lattine, imballaggi, materiale organico e perfino vecchi oggetti rotti – ricoprono interamente il pavimento.
I muri – umidi e sporchi – sono imbrattati, mentre la vegetazione cresce incontrollata e contribuisce a rendere l’area ulteriormente degradata. Ma il vero pericolo non è gettato in terra. È sufficiente alzare gli occhi per rendersi conto di quanto il sottopasso rappresenti un pericolo immediato: il soffitto è costellato di tavelle completamente scoperte e danneggiate, tutte prive dell’intonaco. In molti punti le tavelle risultano spaccate, friabili al tatto, con porzioni pronte a cedere.
Appoggiando semplicemente una mano, il materiale viene via con facilità, segno evidente di un deterioramento avanzato e potenzialmente pericoloso. A rendere la situazione ancora più inaccettabile è il fatto che – ogni mattina – il sottopasso viene attraversato da una decina di bambini diretti a scuola: piccoli studenti costretti a passare in un luogo sporco, insalubre e soprattutto insicuro, dove un cedimento del soffitto potrebbe trasformarsi in tragedia.
I residenti della zona denunciano da tempo lo stato di abbandono, chiedendo interventi urgenti che però tardano ad arrivare. «È una vergogna – lamentano -. Non si può lasciare che un passaggio pubblico, usato quotidianamente anche da minori, resti in queste condizioni. Abbiamo segnalato in diverse occasioni le criticità sia ai vertici della Circumvesuviana sia all’amministrazione comunale, ma non abbiamo ricevuto risposte. Ci sentiamo abbandonati al triste destino di vivere in periferia».
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