Torre del Greco, trentamila fedeli in strada per l’Immacolata
Torre del Greco. Una marea silenziosa e commossa, un lungo abbraccio di fede capace di avvolgere ogni angolo del centro cittadino: in una piazza Santa Croce gremita come raramente in passato, la statua dell’Immacolata è uscita puntuale dalla navata centrale della basilica di Santa Croce, dando il via a una delle celebrazioni più partecipate e sentite in città. Si stima siano state circa trentamila le persone – uomini, donne, anziani, giovani e bambini – a onorare la tradizione, unendosi in preghiera e devozione all’ombra del Vesuvio. Quando il maestoso carro trionfale – quest’anno realizzato dall’artista Salvatore di Lecce – ha varcato la soglia della chiesa madre di Torre del Greco, la piazza è esplosa in un applauso spontaneo, interrotto solo dal suono delle campane e dal grido collettivo di “Viva Maria”. Al suono della banda cittadina, con davanti i gonfaloni delle confraternite, la processione si è snodata lentamente per le vie della città: da via Salvatore Noto a via Roma, via Vittorio Veneto, corso Avezzana, piazza Martiri d’Africa, via Marconi, Circonvallazione, corso Vittorio Emanuele e tutto il lungo itinerario cittadino fin sotto al porto, per poi risalire tra i vicoli di via Piscopia. In prima fila, subito dietro al carro trionfale il sindaco Luigi Mennella, la consigliera regionale Loredana Raia, il vicesindaco Michele Polese e diversi assessori e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.
Accanto al carro trionfale, i tradizionali “carricielli”: piccole macchine votive portate da bambini, ragazze e ragazzi, decorati con temi di pace, speranza e fiducia nel futuro, simboli evidenti di rinascita e unità, in particolare fra le nuove generazioni. Particolarmente toccante, il “carriciello” dedicato alla memoria di Giovanni Guarino, il «gigante buono» di piazza Santa Croce ucciso a 18 anni a coltellate nell’aprile del 2022.
Come da tradizione, le finestre e i balconi delle case erano impreziositi da drappi di seta, damasco e merletti; petali e bigliettini inneggianti a Maria sono volati dal cielo sui portatori. In alcuni punti, la folla accompagnava il passaggio con canto e lacrime, in un silenzio rotto solo dal coro di devozione, mentre gruppi di fedeli invocavano protezione per la città, le famiglie, i giovani.
La processione – particolarmente «lenta» e solenne – è sembrata una sorta di pellegrinaggio collettivo, un segno di gratitudine per l’antico voto che lega la città all’Immacolata: secondo la tradizione, fu proprio lei a fermare la lava del Vesuvio durante l’eruzione del 1861, salvando Torre del Greco dal disastro.
Quando, al termine del lungo percorso, il carro ha fatto il suo rientro in basilica tra gli applausi e il volo delle colombe bianche, era come se l’intera comunità avesse restituito un gesto di amore, speranza e fedeltà: un arrivederci all’anno prossimo, un sigillo di devozione che unisce passato e futuro, memoria e rinascita.
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