Rimpasto a Torre del Greco, il politico del Pd nel mirino dei pm. Ma non molla la poltrona in giunta
Torre del Greco. Lo scandalo giudiziario per la controversa vicenda dello Yachting Club rischia di avere (inevitabili) ripercussioni sugli equilibri dell’esecutivo di palazzo Baronale.
In realtà – all’indomani delle anticipazioni di Metropolis Quotidiano sull’iscrizione dell’assessore Francesco Leone nel registro degli indagati – qualche esponente di spicco della maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni del 2023 aveva già ventilato l’ipotesi di «dimissioni volontarie» del tecnico voluto dai vertici regionali del Pd all’interno della giunta guidata dal sindaco Luigi Mennella: una exit strategy per consentire all’ex dirigente dell’Utc di Ercolano di difendere il proprio operato davanti alla magistratura senza il «peso» di un incarico politico e – al tempo stesso – un addio per consentire al primo cittadino di iniziare a rispettare gli «impegni» presi prima dell’ultima corsa al voto per la Regione.
Non è un mistero che al vaglio dell’ex vicepresidente di Gori ci siano – verosimilmente dopo le festività natalizie – due o tre «staffette» per regalare nuovo slancio all’azione della maggioranza. In pole position per un «posto al sole» della giunta c’è Vittorio Guarino, il «casilliano doc» convinto solo in extremis a sostenere Loredana Raia proprio con la promessa di una «meritata visibilità» a palazzo Baronale.
L’indiziato numero uno – già prima dello scoppio della bufera giudiziaria – era proprio Francesco Leone, i cui «risultati» da assessore già non avevano convinto gli alleati di Luigi Mennella. Lo scandalo giudiziario avrebbe potuto rappresentare la «giusta occasione» per accelerare la staffetta, ma – fino a oggi – l’assessore indagato resta incollato alla poltrona. Con buona pace delle indagini.
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