Castellammare, abusi su 7 studenti alla scuola Salvati, il Ministero chiede i danni alla prof
Scandalo pedofilia alla scuola media Salvati del rione Scanzano a Castellammare: rinviati a giudizio l’ex prof di sostegno e gli 11 genitori autori del raid punitivo verificatosi dopo la scoperta dei presunti orrori subiti da sette bambini. Questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Torre Annunziata Emanuela Cozzitorto che ha accolto la richiesta di processo della Procura oplontina a carico dei 12 imputati protagonisti con vari ruoli di una storia finita alla ribalta nazionale. La prima udienza è stata fissata per il prossimo marzo. Costituiti parte civile al procedimento il Ministero dell’Istruzione, il padre e l’ex docente per il raid punitivo subito, le vittime degli abusi e i loro genitori. L’ex docente, 38 anni di Meta, è accusata di violenza sessuale aggravata e induzione al compimento di atti sessuali ai danni di sette studenti che nel corso dell’incidente probatorio richiesto dall’accusa hanno confermato i loro racconti fatti durante le fasi di indagine. I periti nominati dal Tribunale hanno confermato nella perizia la veridicità delle loro dichiarazioni. La professoressa, finita in carcere lo scorso gennaio attualmente si trova agli arresti domiciliari. A sostegno del castello accusatorio messo in piedi dalla Procura e dai carabinieri di Castellammare ci sono diverse prove. Oltre ai racconti dei bambini ci sono le perizie informatiche sui cellulari delle vittime e della professoressa dalle quali sono emersi diversi file audio e chat, per l’accusa «a chiaro sfondo sessuale». Poi ci sono i racconti e le testimonianze dei genitori delle vittime e di alcuni colleghi dell’ex professoressa. La donna è difesa dall’avvocato Francesco Cappiello, mentre le vittime sono assistite dagli avvocati Antonio de Martino e Francesco Pucci. L’inchiesta – pubblico ministero Bianca Maria Colangelo – è partita nel novembre 2024 quando i genitori degli alunni in momenti differenti e nel giro di tre giorni, si sono recati dai carabinieri di Castellammare a denunciare i presunti abusi subiti dai bambini. La professoressa il 14 novembre fu pestata da un gruppo di genitori all’esterno dell’istituto, vicenda per la quale sono accusati per minacce e lesioni gli 11 genitori. La spedizione punitiva, avvenuta sia all’interno che all’esterno della scuola media e che vide vittima anche il padre della docente, fece accendere i riflettori degli inquirenti che poi approfondirono la vicenda. Il teorema dell’accusa si fonda sul racconto dei genitori e delle vittime, ascoltate in modalità protetta e con il supporto di uno psicologo, e su messaggi, anche vocali, contenuti all’interno di una chat denominata «La Saletta», lo stesso nome della stanza della scuola dove si sarebbero consumati gli orrori. A questi si aggiungono tutti gli elementi acquisiti in fase di indagine e dalla perquisizione in casa della docente. Secondo l’accusa la prof prelevava i minori durante le ore di lezione, a gruppi di 2 o 3 o tutti insieme con la scusa di dover impartire delle lezioni aggiuntive sulle materie in cui avevano difficoltà. Un compito che la docente svolgeva senza una delega ufficiale, da quanto raccontato dalla preside dell’istituto ai carabinieri, perché l’insegnante aveva solo l’obbligo di seguire un ragazzo disabile, anche lui vittima degli abusi. La docente li portava in una stanza – la saletta – dove quasi ogni giorno, secondo l’accusa, si iniziava a parlare di sesso. La professoressa avrebbe inoltre istruito gli alunni sul come approcciare le ragazze a “dove mettere la lingua quando si baciava”, oppure “dove toccare”. E poi sarebbero arrivate altre richieste assurde: «Voi potete fare le cose sporche» e così veniva chiesto ai bambini di baciarsi, toccarsi e a masturbarsi. Richieste a cui a volte le vittime si sarebbero opposte suscitando le reazioni della professoressa che li scherniva con scenate di gelosia: «Ti sei trovata la fidanzatina?», oppure, «A te ti brucia che non stai più vinco a me», o insultandoli, «mi sembri un addurmuto, l’anno scorso eri più sveglio». Ma tra gli orrori elencati – tutti emersi come quelli di prima dai racconti dei bimbi – c’è anche quello di un rapporto orale praticato dalla docente ad una delle vittime. Accuse che la professoressa ha sempre negato e da cui continuerà a difendersi anche durante il processo.

