Torre del Greco, il processo per il crollo a corso Umberto slitta alla primavera 2026
CRONACA
16 dicembre 2025

Torre del Greco, il processo per il crollo a corso Umberto slitta alla primavera 2026

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Seconda fumata nera per il processo nato dall’inchiesta sul crollo del fabbricato all’angolo tra corso Umberto I e vico Pizza, avvenuto il 16 luglio 2023 nel cuore del centro antico della città. L’udienza preliminare – celebrata davanti al gup Luisa Crasta del tribunale di Torre Annunziata – si è conclusa con un nuovo rinvio, stavolta al 5 maggio 2026, a causa di un ulteriore cavillo procedurale. A bloccare l’avvio del confronto giudiziario è stata la mancata notifica della richiesta di rinvio a giudizio a quattro imputati dei ventitré complessivamente finiti sotto accusa per la tragedia. Un vizio formale che – come già accaduto lo scorso mese di luglio – ha impedito al giudice per le udienze preliminari di entrare nel merito delle responsabilità contestate dalla procura di Torre Annunziata.

Un imputato deceduto

Nel corso dell’udienza è emersa anche un’altra novità rilevante: uno degli imputati, un inquilino dello stabile crollato, è deceduto nelle scorse settimane. La sua posizione sarà, quindi, stralciata dal procedimento, riducendo il numero degli imputati chiamati a rispondere, a vario titolo, delle accuse legate alla mancata manutenzione e agli interventi eseguiti sull’edificio poi collassato.

Il Comune parte civile

Regolarmente presente in aula il Comune di Torre del Greco, oggi guidato dal sindaco Luigi Mennella, rappresentato dall’avvocato Silvio Ciniglio, pronto a formalizzare – una volta superati gli ostacoli procedurali – la costituzione di parte civile dell’ente.

Accuse ferme al palo

Resta, dunque, sospeso il «castello accusatorio» delineato dalla procura, che punta il dito contro proprietari, inquilini, amministratore di condominio e ditta edile incaricata dei lavori, accusati di avere ignorato per anni gli allarmi sullo stato di degrado del fabbricato e di aver affidato interventi delicati a soggetti privi delle necessarie competenze tecniche. Per le parti offese e per l’amministrazione comunale – costretta a un’ulteriore attesa – il primo vero crocevia giudiziario slitta di circa sei mesi. Salvo nuovi intoppi, sarà il 5 maggio 2026 la data decisiva per capire se e quando il processo sul crollo di corso Umberto I potrà finalmente entrare nel vivo.

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