Castellammare, l’autista del boss D’Alessandro a processo per rissa
Partecipò ad una aggressione per una lite di viabilità, finisce a processo Biagio Maiello, 23 anni, l’autista insospettabile del boss Pasquale D’Alessandro. Con lui alla sbarra Alfonso Scannapieco, 51 anni, Antonio Maiello, 47 anni e Michele Scannapieco, 55 anni. I quattro imputati sono accusati di lesioni ai danni di due persone La procura di Torre Annunziata ha richiesto il rinvio a giudizio, che sarà discusso nel corso dell’udienza preliminare fissata di fronte al gup del tribunale oplontinoRiccardo Sena il prossimo maggio. Secondo il castello accusatorio, messo in piedi dal sostituto procuratore Andreana Amborosino, i quattro imputati avrebbero aggredito le due persone a seguito di una lite scaturita per motivi di viabilità nel 2021. Le accuse saranno contestate dal collegio difensivo composto dagli avvocati Mariano Morelli, Alfonso Piscino e Pasqua Marilina, i quali cercheranno di dimostrare l’estraneità dei loro assistiti ai fatti contestati e di smontare il quadro probatorio presentato dall’accusa. Biagio Maiello è stato arrestato lo scorso novembre nell’ambito dell’ultima maxi-inchiesta che ha decapitato il clan D’Alessandro, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Il giovane incensurato, è considerato l’autista personale del boss Pasquale D’Alessandro, primo genito del padrino defunto Michele. Secondo l’Antimafia, Maiello sarebbe stato un vero e proprio uomo di fiducia del capo indiscusso della camorra stabiese, partecipando attivamente a diverse attività criminali del clan D’Alessandro, cosca egemone da praticamente mezzo secolo a Castellammare. Il 23enne è inoltre al centro di diversi episodi criminali relativi al settore delle estorsioni, portando agli esattori della cosca le direttive del boss e contribuendo in modo determinante al mantenimento del controllo del clan sul territorio. Michele De Feo

