Torre del Greco, giunta a due velocità: ecco chi sono gli assessori promossi e bocciati del 2025
Torre del Greco. Sull’ipotesi di rimpasto a inizio 2026, il sindaco Luigi Mennella è stato – durante la tradizionale intervista di fine anno a Metropolis Quotidiano – categorico: «Sono molto soddisfatto dell’operato di tutti i miei assessori». Una «piccola» bugia. Perché – al netto del rigido politically correct caro al centrosinistra – non può essere sfuggito al primo cittadino come il ventilato «cambiamento di Torre del Greco» sia stato rallentato da una giunta due velocità: se alcuni esponenti dell’esecutivo hanno provato (e sono riusciti) a mantenere i ritmi del leader della coalizione a trazione Pd-M5S uscita vincitrice dalle elezioni del 2023, diversi assessori – verosimilmente per inesperienza o difficoltà personali – non sono riusciti neanche a centrare gli obiettivi minimi del programma di governo cittadino. Non c’è bisogno di sparare sulla «croce rossa» di Francesco Leone, vera zavorra dell’esecutivo giù prima dello scoppio dello scandalo Yachting Club con relativo avviso di garanzia per tentata concussione, per rendersi conto di come diversi settori-chiave dell’ente di palazzo Baronale – in primis l’urbanistica, ma anche il Suap, l’anagrafe, i trasporti (green e non) e le stesse politiche sociali – siano rimasti desolatamente indietro. Certo, non (esclusivamente) per colpa degli assessori delegati, ma in ogni caso indietro. E per puntare realmente al cambiamento, al netto delle diplomatiche esternazioni dal sindaco, nel 2026, un cambio di passo (e di assessori) sarà necessario e inevitabile.
ECCO I VOTI DEGLI ASSESSORI
Anna Fiore (Bilancio) 7
È l’assessore con meno foto (auto)celebrative sul proprio profilo Facebook, ma – al riparo dalle luci vacue e artefatte dei social – ha centrato senza difficoltà tutti gli obiettivi delle sue deleghe. Il bilancio di previsione approvato in tempi record per tre anni di fila è solo la punta dell’iceberg dei risultati prodotti al servizio del Comune. La «straniera» di Pomigliano ha migliorato conti e performance dell’ente di palazzo Baronale. Positiva anche il confronto con il Forum, con cui è stato portato avanti un dialogo capace di produrre diverse iniziative nuove e coinvolgenti per i giovani del territorio.
Michele Polese (lavori pubblici) 6,5
Non fosse stato per l’appalto «maledetto» della Litoranea e per il cervellotico dispositivo di viabilità in via Lamaria e dintorni – congelato dopo l’ondata di proteste dei residenti – si sarebbe confermato il «capoclasse» della giunta. Ma i risultati portati a casa nell’ultimo anno sono, in ogni caso, positivi: basti pensare alla Cittadella dello Sport e alla piscina comunale a Leopardi – cantieri perfettamente al passo con il cronoprogramma dei lavori – e al restyling delle palazzine popolari di via Lamaria. A dispetto di qualche ritardo, ha gestito brillantemente l’emergenza legata alla scuola Romano.
Antonio Ramondo (ambiente) 6
Partiamo da un dato oggettivo: la città è sicuramente più pulita rispetto al passato. Ma i «fuochi d’artificio» annunciati il giorno dell’insediamento, fino a oggi, non ci sono stati: il ritorno agli spazzini di quartiere ha portato – in particolare lungo le strade del centro cittadino – a un netto miglioramento dello spazzamento, mentre le eco-isole distribuite sul territorio hanno «alleggerito» il carico del porta a porta. Ma, dati di Legambiente alla mano, la percentuale di differenziata – complice una larga fetta di incivili – stenta a decollare. Il 2026 dovrà essere l’anno del definitivo rilancio ambientale.
Mariateresa Sorrentino (politiche sociali) 5,5
Nel 2025 ha tagliato più nastri della storica sarta del rione Raiola, invadendo i social di sorrisi e like. Ma a beneficiare del lavoro svolto al servizio della collettività sono stati – complici i collaudati meccanismi del settore pubblica istruzione – i bimbi delle scuole. Meno fortunate – in tutti i sensi – le fasce deboli del territorio: solo per restare all’attualità, quest’anno i bonus di Natale (spariti per due anni dalla circolazione) arriveranno solo dopo la Befana e solo per «intercessione» dell’opposizione. Sul fronte del welfare non è ancora riuscita (in due anni e mezzo) a raddrizzare una barca allo sbando da tempo.
Salvatore Piro (anagrafe) 4
Basta provare a prenotare il rinnovo di una carta d’identità per toccare con mano le disastrose condizioni in cui è ridotto l’ufficio anagrafe. Le carenze d’organico – il settore non ha visto sostanziali rinforzi, con buona pace delle centinaia di assunzioni in Comune – hanno portato all’apertura a singhiozzo degli sportelli, con inevitabili disagi per i cittadini. Eppure, in due anni e mezzo nulla è stato fatto: «Campa cavallo che l’erba cresce», come recita un noto proverbio. Stessa «musica» per il Suap. Ma il direttore d’orchestra (Luigi Mennella) per il 2026 sembra già intenzionato a cambiare «spartito».
Laura Vitiello (transizione ecologica) 4
La cartina tornasole dei risultati ottenuti dall’inizio del mandato è tutta racchiusa della risposta elettorale in occasione delle ultime Regionali, con il M5S (e il suo «mentore politico» Luigi Gallo) in caduta libera in un territorio dove nel 2018 portavano a casa 23.000 preferenze. Fino a oggi del suo «lavoro al servizio della collettività» si ricordano solo le biciclette elettriche parcheggiate (e sempre inutilizzate) su tutto il territorio come arredo urbano (altra delega «sprecata» tra le mani pentastellate). Sul fronte dei trasporti – sia su ferro sia su gomma – meglio stendere un velo pietoso.
Francesco Leone (urbanistica)1
Sotto il profilo dei risultati, era già la «pecora nera» dell’esecutivo di palazzo Baronale. Nel 2025 non solo non ha sistemato le criticità di un settore cruciale per l’economia cittadina, ma si è reso protagonista (al contrario) del primo grande scandalo giudiziario dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella. La sua iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di tentata concussione per lo scandalo Yachting Club sarà verosimilmente la «pietra tombale» sul suo mandato di assessore, destinato a essere ricordato solo per i ritardi e i disastri messi in fila in due anni e mezzo.

