Fitofarmaci cancerogeni, il processo a 58 imputati tra l’Agro e il Vesuviano si sdoppia
Fitofarmaci cancerogeni importati da Cina e Thailandia per introiti milionari e venduti nel salernitano e in Campania. Il processo si sdoppia tra Torre Annunziata e Nocera Inferiore. Le tre posizioni apicali dell’associazione saranno discusse davanti al gup del palazzo di giustizia di via Falcone, mentre altre a Torre Annunziata. Cinque i patteggiamenti.A deciderlo il guo del Tribunale oplontino Aufieri che ha accolto le istanze del collegio difensivo composto tra gli altri da Gennaro Maresca, Ippolito Matrone, Raffaele Fariceto e Alessandro D’Angelo. Oltre agli otto accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di adulterazione di fitofarmaci e di ricettazione di tali prodotti, nonché per i reati di adulterazione o contraffazione di fitofarmaci, di riciclaggio e di autoriciclaggio per un’altra cinquantina di persone coinvolte nel blitz di marzo si procede separatamente. A gestire il traffico illecito ci sarebbe stato Francesco Federico. (processo a Nocera con i figli). L’attività investigativa trae origine dal sequestro di oltre 46mila litri di fitofarmaci adulterati e illegali – che, qualora immessi sul mercato, avrebbero fruttato 5 milioni di euro – effettuato dalla Guardia di Finanza nel 2023 in fase di accesso presso il domicilio di una società Vesuviana che si occupa di commercio al dettaglio di prodotti per l’agricoltura ed il giardinaggio. I proventi dell’attività illecita erano risultati reinvestiti nell’acquisto di 3 immobili dal valore complessivo di 380mila euro, oggetto di sequestro preventivo a marzo per il reato di auto-riciclaggio. Ora il processo con l’invio degli atti a Nocera Inferiore per i 3 maggiori presunti responsabili dell’illecito.

