Napoli, disastro a capodanno: in fiamme appartamenti e una storica pizzeria
Capodanno di sangue e botti: feriti, armi e risse segnano l’inizio del 2026 in Campania. Il nuovo anno si apre con un bilancio pesante sul fronte della sicurezza. Tra botti illegali, colpi d’arma da fuoco e risse scoppiate nel cuore dei festeggiamenti, la notte di Capodanno in Campania ha lasciato dietro di sé decine di feriti, interventi delle forze dell’ordine e una lunga scia di episodi che riportano al centro il tema della prevenzione e del rispetto delle regole. A Napoli e nelle altre province campane, l’esultanza per l’arrivo del 2026 si è intrecciata ancora una volta con comportamenti pericolosi e violenti. E a non bastare questo l’uso imprudente dei botti ha causato diversi incendi di abitazioni nel napoletano e anche di una nota pizzeria al Vomero.
Napoli
È di 57 feriti complessivi il bilancio della notte di Capodanno tra Napoli e provincia, con 11 minorenni coinvolti. Nessuno versa in gravi condizioni, ma il dato segna un netto aumento rispetto allo scorso anno, quando i feriti furono 36. Secondo i dati della Questura, 42 persone sono finite in ospedale in città, tra cui 7 minori, mentre 15 feriti si registrano in provincia, con 4 minorenni. Tutti i minori sono stati medicati e dimessi; restano invece 16 adulti ricoverati per ulteriori accertamenti. La quasi totalità delle ferite è riconducibile all’uso di fuochi d’artificio, con lesioni a mani e occhi causate da schegge e lievi ustioni. Emblematico il caso di un 24enne romano, che ha perso tre dita per l’esplosione di un petardo. Soccorso all’ospedale Pellegrini e dimesso, l’uomo ha incredibilmente acceso un altro fuoco pirotecnico, rimanendo ferito al volto e a un occhio. È stato nuovamente ricoverato poche ore dopo. L’unico ferito da arma da fuoco si registra a Giugliano. Durante una cena di Capodanno in un ristorante di via Madonna del Pantano, una rissa tra due gruppi di clienti è degenerata anche all’esterno del locale. Nel corso della lite, uno dei presenti ha estratto una pistola e ha sparato, ferendo un 54enne all’addome e alla coscia. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato trasportato all’ospedale di Pozzuoli e non è in pericolo di vita. Indagini in corso da parte dei carabinieri per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili.
Castellammare e Torre Annunziata
Momenti di tensione anche a Castellammare di Stabia, dove durante il tradizionale brindisi di Capodanno è scoppiata una rissa tra la folla. Coinvolti sette giovani tra i 24 e i 25 anni, che hanno aggredito un coetaneo con calci e pugni e bottiglie di vetro , creando panico tra i presenti. Un episodio simile è accaduto anche a Torre Annunziata dove un gruppo di giovani, sempre durante il tradizionale brindisi tra le strade cittadine del 31 dicembre tra un gruppo di giovani è sorta una rissa.
Salerno
Tra Salerno e provincia si contano sei feriti a causa dei botti. Il caso più grave riguarda un 46enne di Eboli, ricoverato all’ospedale Ruggi con 25 giorni di prognosi per lo spappolamento di una mano. Altri feriti si registrano a Salerno, Nocera, Cava de’ Tirreni e Battipaglia. Il Questore Giancarlo Conticchio ha reso noto anche un importante bilancio dei controlli: 2.800 chilogrammi di materiale pirotecnico sequestrato, 35 persone denunciate per vendita di botti vietati e quattro arresti tra Scafati e Pagani. Controllate inoltre 25 rivendite di fuochi e 12 esercizi commerciali. A colpire l’opinione pubblica è anche la morte di un cagnolino nel quartiere Torrione, stroncato dallo spavento causato dai botti. Inutili i soccorsi. «È vergognoso», ha commentato Antonio Ferrara, dell’associazione Torrione Eventi APS, che aveva promosso campagne di sensibilizzazione per tutelare gli animali.
Caserta
A Caserta e provincia non si registrano feriti da fuochi d’artificio, ma resta grave l’episodio avvenuto ad Aversa, dove un bambino di 9 anni è rimasto lievemente ferito alla mano da un proiettile vagante. I carabinieri hanno rinvenuto un’ogiva esplosa nelle vicinanze. Il minore è stato medicato e dimesso. Un Capodanno che lascia ancora una volta aperte troppe ferite, fisiche e sociali, e rilancia l’urgenza di una riflessione seria su sicurezza, legalità e rispetto della vita.


