Befana a Pompei, calze ai bambini. «Così voleva il sindaco Lo Sapio»
CRONACA
6 gennaio 2026

Befana a Pompei, calze ai bambini. «Così voleva il sindaco Lo Sapio»

metropolisweb

Nel giorno dell’Epifania, il Comune di Pompei sceglie di non interrompere una tradizione che parla ai più piccoli e, insieme, alla memoria collettiva della città. I bambini hanno ricevuto la calza della Befana così come aveva disposto il sindaco Carmine Lo Sapio, nel solco di un gesto semplice ma profondamente simbolico che, anche quest’anno, si è rinnovato nonostante il lutto che ha colpito la comunità con la sua scomparsa, avvenuta il 17 dicembre scorso. A ricordarlo è stato un post del Comune, che ha voluto sottolineare come quella calza rappresenti molto più di un dono: è il segno di una continuità, di un’attenzione costante verso i bambini che il sindaco aveva fatto diventare prassi amministrativa e scelta di cuore. Un modo per esserci ancora, attraverso ciò che aveva voluto e programmato. Pompei vive queste festività in un tempo sospeso, segnato da una tristezza composta ma anche dalla volontà di custodire l’atmosfera natalizia. Le luci continuano a illuminare la città, le strade restano vestite a festa, quasi a proteggere un senso di comunità che trova forza proprio nei gesti condivisi. Il Natale, qui, non è solo decorazione, ma presenza. Emblematica è la luminaria dedicata a Sonic, personaggio dei videogiochi, collocata nel parco della Fonte Salutare. Un’installazione voluta dal sindaco nelle scorse settimane, dopo la richiesta della mamma di un bambino speciale. Un desiderio accolto con naturalezza e trasformato in realtà, a testimonianza di un legame autentico con l’infanzia e con le famiglie, fatto di ascolto e sensibilità. Il rapporto di Carmine Lo Sapio con i bambini di Pompei è stato uno dei tratti più riconoscibili del suo impegno pubblico: non un’attenzione episodica, ma una cura quotidiana, tradotta in iniziative, simboli, spazi pensati per loro. Anche oggi, in sua assenza, quel filo non si spezza. Così la Befana arriva ugualmente, le luci restano accese e la città continua a raccontarsi attraverso ciò che resta vivo.  In un momento di dolore, Pompei sceglie la memoria attiva, quella che non si limita al ricordo ma lo rende gesto, presenza, continuità. Perché alcune tradizioni, quando nascono dall’amore per una comunità, sanno resistere anche al tempo e alla perdita.