Castellammare. Di Nardo ai consiglieri comunali: «Tutti dal notaio, si torni al voto»
CRONACA
6 gennaio 2026

Castellammare. Di Nardo ai consiglieri comunali: «Tutti dal notaio, si torni al voto»

Metropolis

«La città è in ostaggio del Partito Democratico, che sta malamente affrontando la questione inerente il rischio di invio della Commissione d’Accesso, ancora una volta per presunte infiltrazioni camorristiche. Uno spettacolo indecoroso». Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Nello Di Nardo, torna all’attacco dopo le dimissioni da capogruppo consiliare di Giovanni Tuberosa che hanno seguito quelle da consigliere comunale di Sandro Ruotolo. «L’ennesimo segnale di cedimento strutturale di una maggioranza che non esiste più e di un sindaco inerte», dice Di Nardo che aggiunge «è vergognoso constatare come una città strategica, complessa e ferita, sia diventata soltanto il terreno di scontro per le correnti del Pd; e mentre i vertici si accapigliano, e alcuni consiglieri fuggono per non essere travolti dal crollo, la città è ferma, immobile, abbandonata a sé stessa e corre il serio rischio dell’invio di una nuova commissione d’accesso che potrà condurre ad un nuovo commissariamento». «Castellammare ha bisogno di risposte, e non di comunicati di dimissioni di singoli e silenzi imbarazzanti, l’isolamento del primo cittadino è al centro di uno sfacelo, e testimonia una sua protervia a rimanere arroccato sulla sua poltrona», continua Di Nardo che si scaglia contro il primo cittadino «Castellammare non può essere la vittima sacrificale delle ambizioni personali di pochi, i quali se avessero davvero a cuore il bene comune prenderebbero atto che la loro esperienza è giunta al capolinea». «Sono, ormai trascorsi quasi due anni dal momento in cui l’allora presidente del Pd (oggi presidente del consiglio comunale) affermava: “sosteniamo l’appello di Gratteri, no ai signori dei voti! ..presentiamoci alle elezioni con liste pulite”», dice ancora il coordinatore di Forza Italia attaccando Roberto Elefante «ciò significa che il fallimento politico è esclusiva prerogativa del Partito Democratico che ha mostrato il suo vero volto di sufficienza, falsa politica del bene comune e assoluta trascuranza dei bisogni della collettività». Da Di Nardo arriva l’invito ad andare dal notaio «esorto pubblicamente le forze di maggioranza che sorreggono ancora l’amministrazione, a rassegnare le proprie irrevocabili ed immediate dimissioni unitamente agli altri consiglieri di opposizione, ovvero anche tramite delega autenticata dal notaio, evitando l’invio della commissione prefettizia e permettendo, così, l’indizione di nuove elezioni. Restare arroccati tra le macerie dell’immobilismo politico e del ricatto di una parte del Pd, non è un atto di coraggio, bensì è puro egoismo». tiva