Capotreno ucciso a Bologna: Ambrosio aggredito alle spalle, non ha potuto difendersi
CRONACA
7 gennaio 2026

Capotreno ucciso a Bologna: Ambrosio aggredito alle spalle, non ha potuto difendersi

metropolisweb

Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso a Bologna la sera del 5 gennaio, sarebbe stato colpito alle spalle, come riferito anche dal padre in alcune interviste. La dinamica dell’accoltellamento del giovane, la cui famiglia è originaria di San Giuseppe Vesuviano, fa quindi pensare ad un’azione improvvisa e senza possibilità di difesa per il capotreno 34enne ucciso la sera del 5 gennaio nell’area del parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna. Per l’omicidio è stato fermato ieri sera a Desenzano del Garda il croato Marin Jelenic, senza fissa dimora 36enne, ricercato dalla polizia. Nelle prossime ore si procederà all’udienza di convalida del provvedimento della Procura bolognese. In seguito, il pm Michele Martorelli affiderà l’autopsia al medico legale Elena Giovannini, intervenuta insieme al magistrato sul luogo del delitto.

“Il suo atteggiamento aveva insospettito la pattuglia della Polizia di Stato che ieri sera lo ha individuato e fermato nei pressi della stazione di Desenzano”. Lo ha detto il questore di Brescia Paolo Sartori dopo il fermo a Desenzano del Garda di Marin Jelenik, croato di 36 anni, ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato all’addome il 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna in un’area riservata ai dipendenti. “Gli agenti – spiega il questore di Brescia – allertati anche dall’allarme diffuso in ambito nazionale, con grande professionalità e adottando tutte le cautele del caso hanno deciso di procedere al controllo. Appena si sono resi conto di aver fermato il ricercato si è attivato tutto l’apparato investigativo, e gli investigatori delle Squadre Mobile di Brescia, Bologna e Milano lo hanno poi condotto qui in Questura per procedere all’arresto e per il prosieguo delle attività di indagini, ancora ininterrottamente in corso dalla scorsa serata”. Jelenik, assistito dall’avvocato bresciano Luisella Savoldi, è in attesa dell’udienza di convalida del fermo.