Torre del Greco, senso unico in via Lamaria: si (ri)parte dopo le proteste
Torre del Greco. Archiviata la «tregua natalizia» con luminarie e concerti in piazza, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella rilancia il piano di viabilità per le «tre vie» incastonate tra il casello autostradale di via Sant’Elena e il popoloso quartiere di Sant’Antonio. A partire da sabato 10 gennaio, il labirinto di stradine tra via Lamaria, via Boccea e via Del Monte cambierà – salvo nuovi colpi di scena – volto: scatterà, infatti, il dispositivo sperimentale di senso unico deciso dalla squadra di governo cittadino a trazione Pd-M5S e messo nero su bianco nella (nuova) ordinanza dirigenziale firmata dal comandante della municipale Gennaro Russo. La scelta – attesa e temuta allo stesso tempo – arriva dopo settimane di discussioni, proteste, tentativi di mediazione e accuse incrociate. Ma soprattutto arriva con una premessa chiara: partire nel week-end, quando i flussi di traffico sono fisiologicamente più leggeri, per avere una «prova sul campo» meno traumatica e poter valutare – se necessario – eventuali correttivi immediati.
Il dispositivo
Il cuore del provvedimento è via Lamaria, trasformata in senso unico nel tratto compreso tra via Del Monte e la bretella di collegamento con via Sant’Elena, con direzione Torre Annunziata–Napoli. Contestualmente, cambia anche la circolazione su via Del Monte, che diventa senso unico dal civico 26 verso via Lamaria, mentre su via Boccea e via Ruggiero scatterà l’obbligo di svolta a destra verso Lamaria. Restano esclusi dal vincolo – in modo da garantire servizi essenziali, a rischio di lasciare aperta una porta all’incubo ingorghi e caos – i mezzi del trasporto pubblico e gli scuolabus. Insomma, a dispetto delle proteste, si parte con l’obiettivo di alleggerire un quadrante urbano diventato – a partire dall’inaugurazione della bretella di via Sant’Elena – una camera di compressione di auto, clacson, nervosismi e rischi legati alle difficoltà di transito dei mezzi di soccorso, richiamati esplicitamente anche nell’ordinanza.
Il banco di prova
Nelle intenzioni del Comune, sabato e domenica dovrebbero restituire la fotografia più «pulita» possibile del nuovo assetto: capire come reagiranno i residenti, come si ridistribuirà il traffico, se davvero i rallentamenti cronici troveranno un qualche sfogo o se, al contrario, nasceranno nuovi imbuti altrove. Sullo sfondo restano l’esausta rassegnazione di chi chiede solo strade vivibili e l’irritazione di chi continua a sentirsi penalizzato, costretto a percorsi più lunghi per rientrare a casa, con timori che la sperimentazione si trasformi in decisione definitiva. Così, tra segnali nuovi, pattuglie chiamate a vigilare e occhi puntati sulle «tre vie», il Comune si prepara all’ennesimo test di convivenza urbana. D’altronde, il dispositivo era stato pensato per entrare in vigore già tra fine novembre e inizio dicembre, salvo poi essere congelato dopo la protesta vibrante di una larga fetta di abitanti, le petizioni, le polemiche politiche e persino episodi limite, come il raid vandalico ai pali della segnaletica. Adesso il tempo delle attese è finito. Partono la sperimentazione e la «prova sul campo». Anzi. l’asfalto.
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