Due lavoratrici licenziate da Leroy Merlin, sindacati sul piede di guerra
CRONACA
9 gennaio 2026

Due lavoratrici licenziate da Leroy Merlin, sindacati sul piede di guerra

metropolisweb

È scontro tra la Uiltucs Campania e Leroy Merlin dopo il licenziamento di due lavoratrici, avvenuto – secondo quanto denunciato dal sindacato – per assenze dovute a malattia regolarmente certificate. Un episodio che ha acceso la protesta e portato alla proclamazione di uno sciopero per sabato 10 gennaio presso il punto vendita Leroy Merlin di Giugliano, all’interno del centro commerciale Auchan. Secondo quanto riferisce la Uiltucs, uno dei licenziamenti sarebbe stato comunicato pochi giorni prima di Natale, in un periodo di particolare fragilità personale e sociale per la lavoratrice coinvolta. Un provvedimento che il sindacato definisce “inaccettabile” e in forte contrasto con i valori di inclusione, solidarietà e attenzione alle persone che l’azienda dichiara di promuovere attraverso il proprio Codice Etico e la comunicazione istituzionale. «Licenziare una persona per motivi di salute non è solo ingiusto – denuncia la Uiltucs Campania – ma rappresenta una grave violazione del diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione e dalla legge». La malattia, sottolinea il sindacato, non può essere considerata una colpa né trasformata in un elemento penalizzante nel rapporto di lavoro.

Da qui la decisione di scendere in campo con una mobilitazione prevista dalle ore 8 alle 13 di sabato 10 gennaio, per “dare voce a chi voce non ha più” e richiamare l’attenzione su una vicenda che, secondo la Uiltucs, rischia di diventare un pericoloso precedente. Il sindacato chiede all’azienda di chiarire pubblicamente le ragioni dei licenziamenti, di ripristinare il rispetto dei diritti fondamentali dei dipendenti e di dimostrare con fatti concreti quella responsabilità sociale più volte rivendicata. «La credibilità di un’impresa – affermano – non si misura dagli slogan, ma dai comportamenti». In attesa di risposte, la Uiltucs Campania esprime piena solidarietà alle lavoratrici coinvolte e a tutti i lavoratori che quotidianamente si trovano ad affrontare situazioni analoghe, ribadendo che «i lavoratori non sono numeri e non possono essere trattati come tali».