Portici, Casa Riformista all’attacco: «Il Pd scappa e si chiude nel fortino di Cuomo»
Portici. L’unità nel centrosinistra di Portici dura lo spazio di poche ore e di qualche post sui social. Alla nota del Pd che rivendicava compattezza e continuità nel solco dell’amministrazione comunale uscente risponde con toni durissimi Casa Riformista, che prende ufficialmente le distanze – così come il Movimento 5 Stelle – dalle dinamiche politiche che hanno segnato l’ultimo ventennio della città sotto la guida di Vincenzo Cuomo.
Nel comunicato diffuso nelle scorse ore, la formazione guidata dal consigliere regionale Ciro Buonajuto bolla come «del tutto lontano dalla realtà» il racconto fornito dal Pd di Portici, accusato di aver scelto una vera e propria fuga in avanti, rinunciando a un confronto largo e plurale sul futuro della città.
Secondo Casa Riformista, infatti, il Pd avrebbe respinto l’invito formale a partecipare a un tavolo ampio di discussione promosso da soggetti fondatori del cosiddetto “campo largo”, protagonisti tanto dell’esperienza amministrativa napoletana quanto di quella regionale guidata da Roberto Fico.
Un’occasione che – sottolineano gli esponenti di CR – nasceva proprio per superare steccati e personalismi, nel segno di uno spirito unitario e costruttivo tra le forze progressiste. «Il campo largo non è nato per parlare con voce unica e solitaria – il messaggio politico – ma per cucire insieme mondi, esperienze e buone pratiche amministrative».
Una visione che si scontra, secondo Ciro Buonajuto e i suoi, con la scelta del Pd di arroccarsi nel proprio perimetro, convocando un tavolo ristretto e autoreferenziale.
Nel mirino finisce anche la classe dirigente che ha sottoscritto il comunicato democratico: espressione, secondo Casa Riformista, di una fase politica ormai superata e destinata a non avere un ruolo nelle prossime consultazioni elettorali.
Da qui la critica più pesante: il rischio che il “campo largo” evocato dal Pd si traduca in un semplice cartello elettorale costruito attorno al partito e a una galassia di liste civiche considerate solo nominalmente tali, ma di fatto riconducibili allo stesso gruppo dirigente.
La linea di Casa Riformista – in sintonia con quella del M5S – è netta: riconoscere la fine di un ciclo politico-amministrativo a Portici e aprire una discussione vera, «franca, appassionata e sincera», capace di rimettere al centro competenze, associazioni, professionalità e un civismo che, a loro dire, è stato a lungo soffocato.
Non manca il riferimento diretto a Vincenzo Cuomo. Se da un lato viene ricordato il suo ruolo nella giunta regionale guidata da Roberto Fico, dall’altro viene giudicato «inverosimile» che proprio a Portici il Pd scelga la strada dell’isolamento, perpetuando logiche di gestione del potere che Casa Riformista e M5S dichiarano di voler superare definitivamente.
Lo scontro, dunque, si sposta dal piano delle candidature a quello, più profondo, del modello politico. Da una parte il Pd, deciso a difendere continuità e perimetro; dall’altra Casa Riformista e i pentastellati, che rivendicano una rottura con il passato e accusano i dem di voler decidere da soli tempi, regole e leadership. Una frattura che rischia di pesare come un macigno sulla costruzione di un vero campo largo alle prossime amministrative.
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