Castellammare, l’appello di Vicinanza: «Pronti a collaborare con prefettura e Dda, diamo una spallata decisiva alla camorra»
CRONACA
15 gennaio 2026

Castellammare, l’appello di Vicinanza: «Pronti a collaborare con prefettura e Dda, diamo una spallata decisiva alla camorra»

Tiziano Valle

«Castellammare va liberata dalla camorra e da un gruppo di potere trasversale, che va da destra a sinistra, che la opprime e che punta all’instabilità amministrativa». È uno dei passaggi più forti del monologo del sindaco Luigi Vicinanza, davanti alla folla che riempie ben oltre i limiti il teatro Supercinema. Se al primo cittadino serviva una risposta reale al consenso di cui sembra nutrire sui social network, l’assemblea dal titolo “No alla camorra, giù le mani dalla città”, è un successo che ha pochi precedenti nella storia di Castellammare. Perchè Vicinanza fa tutto da solo, senza la spinta dei partiti, ma con il contributo dei singoli consiglieri della sua maggioranza. Al Supercinema ci sono i sindacati, dirigenti scolastici, insegnanti, rappresentanti delle associazioni, del mondo della chiesa e cittadini, tanti cittadini. Sul palco gli assessori, in prima fila i consiglieri della sua maggioranza, assieme al procuratore generale emerito di Napoli, Luigi Riello,  e Raimondo Pasquino, ex rettore dell’Università degli Studi di Salerno. In platea si vede anche la figlia dell’ex sindaca Ersilia Salvato, si avvicina ai consiglieri comunali di maggioranza e gli dice «sono qui per sostenervi, ci siamo già passati, so bene cosa state combattendo». Il sindaco Luigi Vicinanza parla per quasi un’ora di fila e il pubblico si scalda quando lui alza la voce e dice: «Io non scappo, resto qui e continuo ad amministrare Castellammare». Dalla platea parte un applauso fragoroso e si alza il coro «Vicinanza non mollare». Il refrain della serata è “questa è o non è lotta alla camorra?”, quesito che il sindaco ripete più volte elecando il lavoro svolto dalla sua amministrazione per le scuole, il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata e le strutture sportive. Vicinanza contesta la narrazione di una città divisa in quartieri perchè “Castellammare è una”, e rivendica il “mare libero”. «Il disinquinamento non è merito mio, ma della Regione Campania e in particolare dell’attuale vicepresidente Mario Casillo», dice Vicinanza sostenendo però «fin quando io sarò sindaco non un solo metro sarà dato in concessione, si mettesse l’anima in pace chi stava già pensando a speculare su un bene che è pubblico e resterà pubblico». Vicinanza non sfugge alle incognite più importanti sul destino della sua amministrazione. «Qualsiasi iniziativa necessaria per affermare la legalità la sosteniamo. Il Prefetto di Napoli non ha bisogno di consigli, dovesse arrivare la commissione d’accesso siamo qui, perchè non abbiamo nulla da nascondere», continua il sindaco rivolgendo poi un appello a «Procura Antimafia di Napoli, Procura di Torre Annunziata e Prefettura di Napoli dico che siamo pronti a collaborare, perchè finalmente possiamo dare la spallata decisiva alla camorra». Sul fronte politico Vicinanza è chiaro: «Con il Pd c’è stato un confronto franco, schietto – aggiunge – Non ho patti segreti o poltrone a cui ambire. Non sono qui per costruire una carriera politica, ma per aiutare la mia città». E su questo passaggio si raccoglie la delusione dell’uomo della società civile, con un curriculum prestigioso alle spalle, che era stato chiamato poco più di un anno e mezzo fa per riportare il centrosinistra al governo di Castellammare. «Hanno provato a screditarmi, a denigrarmi davanti alla mia città, lo hanno fatto davanti alla mia città», dice Vicinanza che poi però alza la voce «devono sapere che non è questo il giorno». «Siamo qui per dire forte il nostro no alla camorra e per farlo sentire anche a chi fa finta di non volerlo sentire”, continua il sindaco di Castellammare di Stabia “sapevo che per amministrare avrei dovuto superare mille insidie e tanti trabochetti, ma il nostro impegno nasce dalla volontà di dare un contributo per ricostruire una città che cade a pezzi e non ci fermeremo». Uno dei passaggi che sottolinea il sindaco per spiegare questo impegno è quello relativo alla videosorveglianza: «Quando siamo arrivati c’erano appena sei telecamere funzionanti, oggi ce ne sono 250 e presto saranno 300. Abbiamo il 20 per cento delle telecamere funzionanti di tutti i 20 comuni dell’area vesuviana. È o non è lotta alla camorra questa?».