Torre del Greco, primo (mezzo) dietrofront sul senso unico a via Lamaria
CRONACA
15 gennaio 2026

Torre del Greco, primo (mezzo) dietrofront sul senso unico a via Lamaria

Alberto Dortucci

Torre del Greco. È bastata meno di una settimana, il tempo necessario perché il «risultato» della sperimentazione del nuovo piano di viabilità nelle cosiddette «tre vie» convincesse l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella a (ri)mettere mano al dispositivo entrato in vigore tra proteste e malumori.

Un primo, prudente dietrofront che sa di ammissione implicita delle criticità emerse lungo via Lamaria, via Ruggiero e via Del Monte, teatro in questi giorni di ingorghi, tensioni e disagi crescenti.

La modifica – formalizzata con un aggiornamento dell’ordinanza dirigenziale firmata dal comandante della polizia municipale Gennaro Russo – non smantella (per ora) l’impianto complessivo del senso unico, ma corregge alcuni passaggi del piano-traffico rivelatisi subito problematici: istituito – a partire dal 17 gennaio – il doppio senso di marcia in via Lamaria dall’intersezione con via Del Monte fino. all’intersezione con via Ruggiero.

Un aggiustamento tecnico, nelle intenzioni del Comune, pensato per «alleggerire» i nodi più critici e ridurre il rischio di nuove paralisi.

Nella percezione di molti residenti, però, è soprattutto la conferma che i timori espressi nelle scorse settimane non erano affatto pretestuosi.

Il bilancio dei primi giorni di sperimentazione, del resto, parla da solo. Le strade che avrebbero dovuto respirare sono finite spesso imbottigliate, soprattutto nelle ore di punta. Le deviazioni obbligate hanno allungato i percorsi, esasperato gli automobilisti e trasformato quello che doveva essere un test «soft» in un banco di prova durissimo.

A far deflagrare definitivamente la polemica è stato poi l’episodio dello scuolabus finito contromano in mezzo a una fila di auto: una manovra disperata per uscire dall’ingorgo, conclusa con un incidente fortunatamente senza gravi conseguenze, ma con tanta paura per i bambini a bordo.

Un’immagine diventata simbolo di una sperimentazione partita sotto una cattiva stella.

Eppure, il percorso che ha portato al senso unico era stato tutt’altro che lineare. Il piano – pensato per gestire l’impatto della nuova bretella di collegamento tra il casello autostradale di via Sant’Elena e il quartiere di Sant’Antonio – era stato annunciato già a fine novembre. Poi lo stop imposto dalle proteste dei residenti, le petizioni, le polemiche politiche, gli incontri mancati e persino gli atti vandalici contro la segnaletica.

La tregua natalizia aveva solo rinviato lo scontro. Con l’avvio della sperimentazione, lo scorso fine settimana, l’amministrazione comunale aveva scelto di partire nei giorni di traffico più leggero, confidando in una «prova sul campo» graduale.

Ma il campo ha restituito una fotografia diversa: una zona in affanno, attraversata da flussi mal gestiti e da eccezioni – come quelle per bus e scuolabus – che hanno finito per alimentare confusione e pericoli. Da qui la decisione di intervenire subito, limando il dispositivo e promettendo un monitoraggio costante. Resta la sensazione che il primo (mezzo) dietrofront non chiuda affatto la partita. I residenti continuano a chiedere una revisione più profonda, mentre il Comune difende la necessità di governare un quadrante urbano diventato, dopo l’apertura della bretella, una vera camera di compressione.

La sperimentazione va avanti, ma la strada – politica e asfaltata – resta tutta in salita.