Castellammare, inutilizzabili un anno di intercettazioni nella casa del cassiere del clan D’Alessandro
CRONACA
16 gennaio 2026

Castellammare, inutilizzabili un anno di intercettazioni nella casa del cassiere del clan D’Alessandro

metropolisweb

Le intercettazioni ambientali e telefoniche a carico di Petronilla Schettino non sono utilizzabili dal 5 agosto 2024. A scriverlo nero su bianco sono i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli nelle motivazioni della sentenza che ha confermato la misura cautelare in carcere per la moglie di Michele Abbruzzese, storico affiliato del clan D’Alessandro, la cosca egemone nell’area stabiese da praticamente mezzo secolo. Tutto ruota attorno ad una questione tecnico-giuridica molto complessa riguardante le proroghe dei decreti intercettivi fatte in fase di indagine. I giudici del Riesame, confermando ugualmente la misura in carcere per la donna, hanno accolto l’istanza presentata dall’avvocato Francesco Romano sancendo, per il momento, l’inutilizzabilità delle intercettazioni relative a quasi un anno dell’ inchiesta partita nel 2022. Petronilla Schettino è stata arrestata lo scorso novembre nell’ultimo blitz che ha decapitato la cosca di Scanzano e che tra i tanti ha portato all’arresto del boss Pasquale D’Alessandro e dei suoi fedelissimi. La donna è accusata di associazione a delinquere di stampo camorristico perchè secondo l’Antimafia avrebbe svolto il ruolo di cassiera dell’organizzazione criminale tenendo la contabilità delle estorsioni commesse ai danni degli imprenditori stabiesi, e avrebbe aiutato il marito, fungendo da «trait d’union» con gli affiliati del clan, a organizzare i summit di camorra con i boss di Scanzano. Accuse che si reggono soprattutto sul materiale probatorio contenuto nelle intercettazioni telefoniche e ambientali nell’abitazione dei coniugi Abbruzzese. Prove che l’Antimafia ha utilizzato come riscontro per ricostruire anche alcuni reati fine- estorsioni e spaccio- e che ora, secondo i giudici del Riesame non sono utilizzabili a partire dall’agosto del 2024.            

Michele De Feo