Il Cavaliere errante e la realtà virtuale. I rischi dei mondi immaginari
CULTURA, YOUNG
16 gennaio 2026

Il Cavaliere errante e la realtà virtuale. I rischi dei mondi immaginari

Asia Schettino

La realtà virtuale è diventata il nostro rifugio, lo spazio in cui sperimentiamo identità alternative e costruiamo mondi più coerenti e controllabili dei nostri. Cervantes non poteva immaginare Internet, ma aveva già compreso il bisogno umano di creare mondi narrativi e di difendersi da una realtà difficile da affrontare.
Oggi i giovani navigano tra timeline infinite, community virtuali e giochi interattivi. Questi spazi sono potenti strumenti di espressione e socializzazione, ma possono anche generare confusione tra ciò che è reale e ciò che è costruito. Come Don Chisciotte scambiava mulini a vento per giganti, anche noi rischiamo di combattere battaglie simboliche, illusioni progettate da algoritmi e narrazioni mediate dalla tecnologia.
Il romanzo di Cervantes ci insegna a usare l’immaginazione come strumento di crescita, non di fuga. Don Chisciotte non rifiuta il mondo, lo reinventa secondo i suoi ideali. Allo stesso modo, la realtà virtuale può essere un luogo per sperimentare, imparare e creare connessioni, purché non diventi l’unico spazio abitabile. La sfida moderna è mantenere equilibrio: essere presenti nel mondo reale senza rinunciare alla potenza dei mondi immaginari.

Nel contesto digitale, Sancho rappresenta la voce della concretezza, il richiamo alle relazioni, al corpo, alla quotidianità. Ogni giovane che passa ore online deve trovare il proprio Sancho: un limite, una routine, un rapporto con il mondo reale che impedisca alla fantasia di trasformarsi in isolamento.
La realtà virtuale ha anche un potente effetto formativo. Attraverso giochi, narrazioni digitali e comunità online, impariamo a collaborare, prendere decisioni e affrontare conseguenze. Il parallelo con Don Chisciotte è evidente: il cavaliere agisce secondo ideali appresi dai libri, mettendoli alla prova. Noi mettiamo alla prova le nostre abilità e valori in spazi simulati, dove errori e successi hanno un impatto emotivo reale, modellando competenze sociali e cognitive.
Tuttavia, il rischio dell’illusione permanente è reale. Quando il rifugio digitale diventa l’unico mondo, la capacità di affrontare la vita concreta diminuisce. Cervantes ci mostra le conseguenze della disconnessione dal reale: scontri, incomprensioni, sofferenza. Per i giovani, l’avvertimento è chiaro: usare il virtuale come strumento, non come unica realtà. La resilienza nasce dall’alternanza tra immaginazione e concretezza.

Il romanzo invita anche a riflettere sul valore della condivisione. Don Chisciotte non è solo: la presenza di Sancho, degli incontri lungo il cammino e persino dei lettori dell’epoca crea senso e significato. Nel mondo digitale, la comunità è essenziale: amicizie online, progetti collaborativi, dibattiti e condivisioni rendono il sogno efficace e arricchente. L’isolamento trasforma il virtuale in fuga, mentre la connessione lo trasforma in esperienza.
Don Chisciotte ci offre una lezione sulla gestione dei mondi immaginari. La realtà virtuale è potente, ma il vero equilibrio nasce dall’integrazione con la vita concreta. La fantasia, se guidata da consapevolezza e responsabilità, diventa strumento di crescita personale. La follia del cavaliere diventa modello per interpretare le sfide digitali: agire secondo principi, affrontare illusioni con intelligenza, coltivare sogni senza perdere contatto con la realtà.
L’insegnamento principale è chiaro: la nostra generazione deve imparare a navigare tra reale e virtuale, tra sogno e concretezza. Don Chisciotte ci mostra che l’immaginazione, il coraggio e la fedeltà ai propri ideali sono risorse insostituibili, anche se accompagnate da errori e fallimenti. La realtà digitale può diventare un laboratorio di crescita, un luogo dove allenare capacità, empatia e creatività, a condizione di non rinunciare al mondo reale e alle relazioni che ci ancorano a esso.
La realtà virtuale è una metafora moderna delle sfide del cavaliere: un invito a sognare con saggezza, a costruire mondi migliori dentro e fuori dello schermo.