La crisi del commercio a Sorrento: «Senza unità d’intenti, il futuro è a rischio»
CRONACA
16 gennaio 2026

La crisi del commercio a Sorrento: «Senza unità d’intenti, il futuro è a rischio»

metropolisweb

Sorrento rischia di affrontare il futuro da sola, divisa, senza una rotta comune. È questo il tema che attraversa, come un filo rosso, la presa di posizione di Atex, l’associazione dell’extralberghiero, che interviene dopo l’allarme lanciato da Confcommercio sulle difficoltà del commercio cittadino. Non un semplice commento, ma un atto d’accusa contro l’assenza di una visione condivisa e contro una frammentazione che, secondo gli operatori, rende il territorio sempre più fragile. «Se non ci uniamo, sarà durissima». È una frase secca, che sintetizza il pensiero di Atex e che fa da cornice a un’analisi che va ben oltre il bilancio delle festività natalizie. «Nutriamo grande stima – afferma l’associazione – per il presidente di Confcommercio Sorrento, sempre in prima linea per la protezione e lo sviluppo del nostro territorio». La convergenza è totale anche nel merito: «Siamo perfettamente d’accordo sia sulle sue preoccupazioni sia sulla necessità di un confronto metodologico tra gli operatori economici della penisola sorrentina per affrontare priorità e strategie». Per Atex, i segnali di difficoltà del commercio rappresentano l’effetto di un problema più profondo. «Sono anni che evidenziamo queste criticità e che sollecitiamo incessantemente i rappresentanti della filiera economica locale a compattarsi per affrontare una fase storica assai complessa a livello locale».

Un impegno portato avanti anche con proposte concrete: «Lo abbiamo fatto attraverso proposte di merito e di metodo». E non solo. «Eravamo riusciti a convincere la maggioranza delle associazioni della filiera turistica a riunirsi mensilmente, avviando un percorso fondato sulla consapevolezza dell’urgenza di essere uniti per disegnare finalmente una strategia del nostro territorio». Un percorso che, però, si è interrotto bruscamente. «Dopo i primi incontri alcune associazioni hanno abbandonato, senza fornire una motivazione precisa». Una scelta che Atex non esita a definire inquietante: «Sembra che a qualcuno questo percorso non piaccia e che abbia frenato queste partecipazioni per mantenere uno status quo anacronistico e soprattutto dannosissimo per il presente e il futuro di Sorrento e della penisola sorrentina». Tutto ciò, aggiunge, «oltre che grave, è incomprensibile». Il quadro si complica ulteriormente sul piano istituzionale. «Siamo orfani istituzionali», denuncia l’associazione, richiamando «quanto accaduto al Comune di Sorrento, l’incapacità o la non volontà degli altri Comuni della penisola sorrentina e la mancanza di un riferimento alla Regione Campania, dove l’attenzione sarà fisiologicamente dedicata ai territori che esprimono la stragrande maggioranza degli assessori e dei consiglieri regionali». Da qui l’appello finale, che assume i contorni di un avvertimento: «Occorre che gli operatori dell’economia sorrentina si uniscano. E lo facciano al più presto». Per Atex, senza una svolta immediata, l’allarme lanciato dal commercio rischia di estendersi all’intera filiera turistica. «Il commercio, l’extralberghiero e il turismo sono parti dello stesso sistema – è il messaggio – e continuare a procedere in ordine sparso significa indebolire l’intero territorio».  Per l’associazione, il rischio è che l’assenza di una strategia condivisa produca effetti sempre più evidenti e difficili da arginare. Il messaggio resta quello già espresso con chiarezza: senza unità, confronto e responsabilità comune, le difficoltà segnalate dal commercio non resteranno un caso isolato ma diventeranno una condizione strutturale, capace di colpire progressivamente l’intero sistema economico e turistico della città e della penisola sorrentina.