Castellammare, fugge all’alt e causa un incidente: scarcerato un pusher
È stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari il 38enne di Castellammare di Stabia arrestato nella notte dalla Polizia di Stato e i Carabinieri al termine di un lungo e pericoloso inseguimento per le strade cittadine. Ieri mattina, al Tribunale di Torre Annunziata, si è infatti svolta la prima parte del giudizio per direttissima. Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato difensore, il penalista Francesco Luigi Biondi, disponendo per l’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari, nonostante la richiesta avanzata dalla Procura di Torre Annunziata di applicare la custodia cautelare in carcere. Una decisione che ha di fatto determinato la scarcerazione dell’uomo, che ora dovrà rimanere presso la propria abitazione in attesa dei successivi sviluppi giudiziari. L’arresto risale alla notte tra mercoledì e giovedì, quando i militari della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia avevano notato un’auto sospetta in piazza Spartaco. Alla vista delle forze dell’ordine, il conducente aveva accelerato per sottrarsi al controllo, dando vita a un inseguimento ad alta velocità durante il quale sono state effettuate manovre ritenute estremamente pericolose per la circolazione stradale. La fuga è proseguita tra diverse strade cittadine, con urti contro altri veicoli e danni anche all’auto di servizio dei Carabinieri. L’inseguimento si è concluso in via Gesù, dove l’uomo ha abbandonato l’auto dopo aver impattato contro la saracinesca di un esercizio commerciale, tentando la fuga a piedi. Raggiunto e bloccato dagli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia, è stato trovato in possesso, all’interno del veicolo, di circa 123 grammi di hashish e di un bilancino di precisione. Le accuse restano pesanti: detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. La vicenda proseguirà nelle prossime udienze, quando il giudice entrerà nel merito della posizione dell’indagato. Michele De Feo

