Contatti tra politica, camorra e imprenditoria: perizia sui Pc del boss D’Alessandro
Chi ricicla i soldi del clan D’Alessandro? Quali sono le talpe nel Comune di Castellammare e i ganci con l’imprenditoria? Il boss ha politici che favorisce? Sulle lavagne degli investigatori queste domande sono segnate con un pennarello rosso. E chissà se le risposte non possano arrivare dalle perizie informatiche che la Direzione Distrettuale Antimafia ha ordinato sui computer e i telefoni che gli agenti della squadra mobile di Napoli hanno sequestrato nel corso dell’ultimo maxi blitz nel mese di novembre, quando a finire in manette è stato il boss Pasquale D’Alessandro e altri suoi fedelissimi. Un’inchiesta tutt’altro che chiusa ma che continua spedita per tagliare definitivamente quei fili e quei legami che legano la camorra a quel mondo grigio composto da soggetti insospettabili che favoriscono, in diverse maniere, le attività criminali della cosca di Scanzano, ormai egemone nell’area stabiese da mezzo secolo. Un mondo che in parte è descritto nell’informativa che gli agenti della squadra mobile di Napoli hanno redatto tra il 2022 e gli inizi del 2025. Un periodo storico che ha costituito per Castellammare una fase estremamente delicata, iniziando dalle elezioni del 2024 che hanno sancito il ritorno a palazzo Farnese – sede del municipio – di un’amministrazione comunale dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni della camorra. E proprio su questa tornata elettorale l’Antimafia sta indagando per verificare se nel voto ci siano stati condizionamenti nella cittadinanza da parte della camorra. A far alzare l’attenzione degli investigatori sono state le intercettazioni telefoniche tra Michele Abbruzzese – affiliato storico e fedelissimo del clan D’Alessandro e che svolgeva il ruolo di cassiere dell’organizzazione criminale – e l’ex consigliere comunale (che si è dimesso l’altro ieri) Gennaro Oscurato. L’Antimafia, a seguito di una nota pervenuta dalla squadra mobile, ha ordinato degli approfondimenti sulla correttezza della tornata elettorale che sono tutt’ora in corso. Ma sempre in ottica elezioni sono anche altri gli indizi che portano a pensare che il voto alle ultime amministrative sia stato condizionato dal clan D’Alessandro. Nel corso dell’inchiesta sono stati annotati altri contatti diretti tra il boss Pasquale D’Alessandro e diversi imprenditori del territorio stabiese che durante la campagna elettorale hanno appoggiato candidati in corsa alla carica di consigliere comunale sia tra le liste di centro destra che di centro sinistra. Ma la Dda tra i file nascosti nel pc del boss Pasquale D’Alessandro cerca anche altro. Soprattutto documenti nomi di aziende e società gestite direttamente dalla cosca di Scanzano, ma anche la lista delle attività e delle imprese sotto estorsione e dei colletti bianchi infiltrati negli uffici comunali e negli enti pubblici.

