Castellammare. Calano i residenti, una famiglia al giorno scappa dalla città
Quasi quattro persone al giorno decidono di lasciare Castellammare. In pratica una famiglia ogni 24 ore. E così la popolazione residente – al 31 dicembre 2024 – si attesta a 62.367 persone. Non fosse stato per un aumento di oltre 3mila unità registrato tra il 2011 e il 2013, la città avrebbe già meno di 60mila abitanti. Un risultato che valutando il trend del saldo migratorio e del rapporto nati/deceduti degli ultimi anni si dovrebbe avere entro il 2030. Sono questi i numeri che vengono fuori dall’analisi degli allegati al Dup (Documento Unico di Programmazione) approvato alla fine dell’anno scorso in consiglio comunale e dell’Istat. Nel 2024 sono emigrate 1.287 persone, mentre gli immigrati sono stati 915 con un saldo di meno 372. I nati nell’anno sono stati 509, mentre i deceduti 687, con un saldo di meno 178. Il crollo della popolazione stabiese che – calcolato il saldo – ha perso circa 4.500 persone negli ultimi 25 anni, viene poco percepito perché la maggior parte delle famiglie che decidono di lasciare Castellammare, lo fanno per trasferirsi in altri Comuni del comprensorio, dov’è ancora possibile trovare un alloggio a costi accessibili, sia per quanto riguarda l’acquisto che gli affitti, ma di fatto continua a vivere la città, soprattutto per i servizi. A Castellammare il mercato immobiliare è di fatto bloccato già da qualche anno e soprattutto per le giovani coppie, a meno che non si abbia un immobile di proprietà, diventa pressoché impossibile pensare di poter comprare casa. Mentre per quanto riguarda gli affitti, l’esplosione dei bed and breakfast e delle case vacanza negli ultimi anni ha ridotto di parecchio le opportunità. Al problema della casa si aggiunge quello del lavoro. L’unico vero polo industriale rimasto è il cantiere navale, mentre l’unico settore che è riuscito negli ultimi anni a garantire qualche opportunità occupazionale è quello turistico-ricettivo. Ma anche in questo caso si fatica a farlo decollare definitivamente: tra scarsa sicurezza, pochi servizi e collegamenti carenti. In una città dove si fatica a valorizzare il patrimonio sorgentizio, rilanciare il centro storico, lo scalo portuale e dove la discussione sullo sviluppo dell’area a nord è ferma al palo è ormai da decenni, sono sempre di più i giovani che vanno a cercare opportunità altrove, al nord Italia o addirittura all’estero. Casa e lavoro rappresentano dunque i due motivi principali che spingono i residenti ad emigrare eppure sono due temi che sfuggono quasi al dibattito politico. Il Piano Urbanistico Comunale presto dovrebbe approdare in aula, ma di fatto si sa poco o nulla sulle scelte strategiche dell’amministrazione comunale. Fincantieri e sindacati continuano a lanciare segnali per stimolare Regione Campania e Governo a investire sul sito stabiese, al momento predicando nel deserto. Gli operatori turistici continuano a chiedere maggiore sicurezza, igiene urbana e parcheggi per liberare le strade dal traffico e dal caos.

