Calo separazioni e divorzi; la Campania segue il trend nazionale
Il legame matrimoniale fra le coppie italiane sembra farsi più resistente o, forse, semplicemente più ponderato. Secondo l’ultimo rapporto Istat, il 2024 conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni: separazioni e divorzi continuano a diminuire. A livello nazionale, le separazioni sono calate del 9,0% e i divorzi del 3,1%, segnando un distacco netto dal picco del 2016, l’anno d’oro del “divorzio breve”.
In questo scenario, la Campania si inserisce con dinamiche proprie, che mescolano tradizione giuridica e nuove procedure veloci.
Mentre nel Nord Italia spopola il divorzio “fai-da-te” direttamente in Comune (ex art. 12), la Campania si distingue per un ricorso massiccio alla negoziazione assistita da avvocati (ex art.6), come nel restante del Mezzogiorno, infatti, il ricorso ai divorzi giudiziali (quelli “litigiosi”) resta più alto della media nazionale, con punte che in regioni limitrofe come la Calabria sfiorano il 43%.
Secondo i dati Istat, la Campania si posiziona tra le regioni leader in Italia per l’utilizzo degli avvocati nelle procedure extragiudiziarie, con una quota del 14,8%.
Questo dato riflette una tendenza culturale tipica del Mezzogiorno, dove si predilige durante il divorzio la figura di un professionista legale rispetto alla procedura presso l’Ufficiale di Stato Civile in quanto spesso vi è la presenza o di figli minori o di patrimoni da tutelare, queste due condizioni infatti impedisco la procedura semplificata che si può svolgere in comune. In Campania, nello specifico, le famiglie con a carico due figli contano circa io 45,4%, il valore più alto a livello nazionale secondo i dati Istat.
Nonostante il ricorso più frequente al divorzio “tradizionale” anche nei fori campani (Napoli, Salerno, Caserta, Benevento e Avellino) si attendono gli effetti della Riforma Cartabia. La possibilità di richiedere separazione e divorzio con un unico atto è una rivoluzione che promette di abbattere tempi e costi, ma il 2024 è stato un anno di transizione, frenato da dubbi interpretativi dei giudici che hanno rallentato l’entrata a regime.

