Referendum sulla giustizia, Landini (Cgil) a Napoli: “Il governo pensi ai 12mila precari assunti con il Pnrr”
CRONACA
19 gennaio 2026

Referendum sulla giustizia, Landini (Cgil) a Napoli: “Il governo pensi ai 12mila precari assunti con il Pnrr”

metropolisweb

“Stiamo parlando dei bisogni degli italiani. Sicuramente questo referendum non c’entra assolutamente nulla con il far funzionare meglio la giustizia. Il nostro problema non è limitare l’autonomia o l’indipendenza della magistratura, ma far funzionare la giustizia che non funziona”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’iniziativa “Un’altra idea di giustizia”, promossa a Napoli dalla Fp Cgil. “Se il governo non prende nessun provvedimento – ha aggiunto Landini – a giugno 12.000 lavoratori precari, che sono quelli assunti con il piano nazionale di ripresa e resilienza e che hanno in questi mesi dato un contributo importante, vengono lasciati a casa. E’ da anni che c’è mancanza di posti, bisognerebbe fare investimenti sia in personale sia in tecnologie. E, da questo punto di vista, invece siamo al vuoto più totale. Così come, basta parlare con qualche familiare che purtroppo ha avuto la disgrazia di avere qualche morto in famiglia per la sicurezza sul lavoro. Anche in questo senso siamo di fronte al fatto che una Procura unica nazionale non è stata fatta. Siamo di fronte al fatto che in molti casi questi processi vanno in prescrizione oppure queste persone non hanno assolutamente giustizia”. “Quindi – ha detto ancora Landini – questi sono i problemi che secondo noi vanno affrontati e sono queste le ragioni che ci portano ad essere impegnati per dire no a questo referendum, che risponde a una logica totalmente politica di un governo che non solo sulla magistratura, ma anche sull’informazione, ma anche sul Parlamento ha intenzione di cambiare, di modificare radicalmente la nostra Costituzione. Al contrario per noi la Costituzione va applicata proprio per garantire quei diritti. A partire dal diritto alla giustizia, ma anche il diritto al lavoro, il diritto alla salute che oggi non sono assolutamente garantiti”.