Sanità; stanziati 72 milioni in Campania per le liste d’attesa
CRONACA
19 gennaio 2026

Sanità; stanziati 72 milioni in Campania per le liste d’attesa

Carmen Caldarelli

La Corte dei conti, nella sua Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali, ha riscontrato nel corso del 2024, per quanto concerne la Campania, dei chiaroscuri, dove il miglioramento dei tempi si scontra con una spesa pro capite per i cittadini superiore alla media nazionale.

La Regione Campania ha introdotto risorse per 72,084 milioni di euro nel 2024 con l’obiettivo specifico di abbattere le liste d’attesa. La magistratura contabile riconosce gli sforzi profusi attraverso “interventi sinergici”, evidenziando come le code formatesi nel biennio critico 2020-2021 siano state complessivamente smaltite.

Tuttavia, la Corte inserisce una nota di cautela «tale risultato è riconducibile, in molti casi, a un’accurata attività di “pulizia delle liste” che ha consentito l’abbattimento delle richieste non più necessarie, più che a un’effettiva erogazione delle prestazioni.» In sostanza, una parte del successo non deriva da un aumento fisico delle visite effettuate, ma da una rimozione burocratica di prestazioni ormai superate o non confermate.

Sul fronte del Piano di Rientro, i dati relativi al 2023 confermano una tenuta del sistema. La Campania ha raggiunto il punteggio di adempienza per l’area distrettuale e ha mantenuto i target stabiliti per le aree prevenzione e ospedaliera, confermando il percorso di risanamento in atto.

Il punto dolente resta però il carico economico diretto sui cittadini, poichè in Campania, curarsi costa di più. Con una spesa per i ticket di 3,3 euro al mese (2,1 euro per la media nazionale), la Campania si posiziona tra le regioni con i valori più elevati d’Italia, ben oltre il dato medio nazionale.Un divario simile si riscontra nella farmaceutica, dove il cittadino campano spende in media 2,5 euro in più ogni mese rispetto al resto del Paese.​

Se da un lato la gestione amministrativa e finanziaria mostra segnali di efficienza e un impegno concreto sul fronte dei tempi d’attesa, dall’altro l’accessibilità economica rimane ancora un ostacolo.