Torre del Greco, il complesso multiuso di viale Sardegna: mercato, rifiuti, 118 e ora anche l’anagrafe
Torre del Greco. Non solo maxi-parcheggio per i mezzi della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti, postazione del 118 e centro di ritrovo per gli anziani: il complesso comunale di viale Sardegna – peraltro sede quotidiana del mercato ortofrutticolo – si potrebbe presto «arricchire» di un ulteriore servizio ai cittadini, uno sportello decentrato dell’ufficio anagrafe destinato – come già in passato – agli abitanti della periferia di Torre del Greco. È l’ultima idea dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella, decisa a trasformare un immobile strategico della città in una sorta di contenitore multitasking, buono per ogni esigenza amministrativa e politica, esattamente come già avvenuto con gli ex Molini Meridionali Marzoli.
L’indirizzo politico
La giunta di palazzo Baronale ha approvato, infatti, una delibera di indirizzo con cui viene chiesto ai dirigenti dei settori servizi demografici-risorse umane e patrimonio di valutare la possibilità di attivare uno sportello distaccato dei servizi demografici all’interno di uno dei locali del complesso di viale Sardegna. Un atto che nasce dall’esigenza di razionalizzare l’organizzazione dei servizi e di migliorarne l’accessibilità, tenendo conto delle caratteristiche del territorio: una città di circa 30 chilometri quadrati, con un numero di abitanti superiore agli 80.000 distribuiti in modo disomogeneo su un’area vasta e densamente urbanizzata. Secondo l’esecutivo cittadino, il decentramento amministrativo consentirebbe di avvicinare i servizi ai cittadini, riducendo tempi di attesa e spostamenti, favorendo l’inclusione delle zone periferiche e alleggerendo la pressione sulla sede centrale di via Calastro costantemente al centro di polemiche e proteste per i disagi e i ritardi. Un’operazione che dovrebbe anche migliorare l’efficienza complessiva dell’apparato comunale e accompagnarsi al potenziamento dei servizi digitali attraverso la piattaforma dell’anagrafe nazionale della popolazione residente.
Il ritorno al passato
Resta il nodo politico e organizzativo di una scelta destinata a sollevare perplessità e malumori. Il complesso di viale Sardegna è diventato negli anni il simbolo di una programmazione a singhiozzo: prima quartier generale della polizia municipale, poi – fino al 2018 – punto di riferimento per i servizi anagrafici della zona di Santa Maria la Bruna, quindi “sacrificato” per far spazio al centro anziani. Oggi, a distanza di qualche anno, si torna a parlare di anagrafe proprio lì, come se il tempo si fosse fermato e le esigenze della città non fossero mai state davvero affrontate con una visione organica. A spingere per il ritorno di uno sportello decentrato in periferia sarebbe stato in particolare il consigliere comunale Salvatore Gargiulo – capogruppo di Azione – sempre attento ai problemi e ai bisogni delle aree più lontane dal centro cittadino. Una sollecitazione politica che l’amministrazione comunale ha deciso di raccogliere – almeno sul piano dell’indirizzo – demandando ora ai dirigenti il compito di stabilire quali servizi potranno essere effettivamente erogati, con quali modalità organizzative e con quale personale, oltre a verificare la disponibilità giuridica e funzionale dei locali. Resta da capire se l’ennesima «rifunzionalizzazione» del complesso di viale Sardegna rappresenti una risposta strutturale alle esigenze dei cittadini o se si tratti dell’ennesima soluzione tampone, buona più a inseguire equilibri politici che a ridisegnare in modo coerente la mappa dei servizi comunali.
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