In Italia sempre meno laureati: l’Unione Europea si da un obiettivo entro il 2030
L’Italia è uno dei paesi europei con meno laureati. Il 24 gennaio si celebra la Giornata internazionale dell’educazione, istituita dall’Onu per richiamare l’attenzione sul ruolo centrale dell’istruzione nella promozione dello sviluppo, della coesione sociale e della riduzione delle disuguaglianze. Infatti, i dati confermano che investire in educazione resta uno degli strumenti più efficaci per contrastare il disagio socio-economico. Chi raggiunge livelli di istruzione più elevati ha mediamente maggiori probabilità di accedere a carriere più stabili e meglio retribuite, con effetti positivi che si estendono all’intero arco della vita.Per questo è fondamentale che le istituzioni garantiscano pari opportunità di accesso ai più alti gradi di istruzione, indipendentemente dal contesto sociale e territoriale di partenza. Proprio per questo motivo, l’Unione Europea si è data uno specifico obiettivo su questo fronte: raggiungere una quota del 45% di laureati tra la popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni entro il 2030. Un traguardo che molti paesi hanno già raggiunto, ma che per l’Italia appare ancora distante.


