Minori armati nella movida sorrentina, denunciato 17enne con un coltello
Un coltello nascosto nello scooter, una notte d’inverno e una piazza affollata di giovani. A Sorrento l’episodio che ha portato alla denuncia di un 17enne trovato in possesso di un’arma bianca nel cuore della movida è il segnale di un disagio che cresce sotto traccia. Ragazzi sempre più giovani che girano armati, spesso senza un reale motivo apparente, ma con la convinzione che portare con sé un coltello possa offrire protezione o rispetto. Piazza Tasso, poco dopo le due di notte tra sabato e domenica, era ancora gremita di ragazzi provenienti da tutto il comprensorio. È in questo contesto che i controlli delle forze dell’ordine, intensificati proprio per prevenire episodi di violenza, hanno portato al rinvenimento dell’arma. Un controllo apparentemente di routine, uno scooter fermato, un gesto che insospettisce gli agenti del commissariato di Polizia di Stato di Sorrento, coordinati dal vicequestore Alfredo Petriccione, e la scoperta di un coltello di circa 15 centimetri nascosto nel vano portaoggetti. Il minore è stato denunciato e riaffidato al padre, ma il dato resta. Il fenomeno dei minori armati non è isolato e non riguarda solo le grandi periferie urbane. Anche realtà considerate tranquille, votate al turismo e all’accoglienza, si trovano oggi a fare i conti con nuove forme di insicurezza. Un allarme che si lega a doppio filo a quello della diffusione della droga tra i giovanissimi. Armi bianche e sostanze stupefacenti diventano risposte sbagliate a fragilità profonde, a un vuoto sociale che fatica a essere colmato. Sorrento, come molte città a forte vocazione turistica, vive una contraddizione evidente. Alla ricchezza prodotta dal turismo non sempre corrispondono opportunità stabili di lavoro e inclusione, soprattutto per i più giovani. La stagionalità, la precarietà e la mancanza di prospettive possono trasformarsi in terreno fertile per comportamenti devianti, dove il coltello non è necessariamente un’arma per colpire, ma un segnale di disagio, di paura, di bisogno di affermazione. In questo quadro complesso, il lavoro delle forze dell’ordine rappresenta un presidio fondamentale. I servizi di controllo, le verifiche a tappeto e le attività di prevenzione disposte dalla Questura di Napoli e attuate sul territorio dal commissariato locale non sono solo azioni repressive, ma tentativi concreti di intercettare il rischio prima che si trasformi in violenza. Un impegno quotidiano, spesso silenzioso, che mira a tutelare la sicurezza collettiva e, allo stesso tempo, gli stessi minori. Perché dietro ogni lama sequestrata c’è una storia che andrebbe ascoltata. E l’emergenza dei ragazzi armati, come quella della droga, non può essere affrontata solo con denunce e controlli. Serve una risposta più ampia, che coinvolga famiglie, scuola, istituzioni e territorio. Solo così città come Sorrento potranno continuare a essere luoghi di bellezza e accoglienza, senza dover convivere con la paura che le notti dei giovani si trasformino in cronaca nera.


