Torre Annunziata, Oplonti futura incalza: interpellanze su protezione civile e centro per l’impiego
Oplonti Futura porta in Consiglio due interpellanze e chiede risposte nette su scelte che, secondo il gruppo, pesano su sicurezza e servizi, tra prevenzione, organizzazione degli uffici e gestione delle risorse. La prima mette al centro la Protezione Civile: Torre Annunziata è «collocato in un’area strutturalmente esposta a rischio elevato», ai piedi del Vesuvio, e nell’ultima estate «incendi di ampia portata» sono arrivati «in più occasioni a ridosso del centro abitato», tornando a evidenziare la fragilità del territorio e «la centralità della pianificazione di Protezione Civile». I consiglieri Lucio D’Avino e Marco Russo richiamano i bandi «finalizzati al rafforzamento delle strutture comunali» e l’avviso regionale collegato al PR Campania FESR 2021–2027 per finanziare «la predisposizione e l’aggiornamento dei Piani di Protezione Civile» , ma soprattutto puntano il dito sull’assenza del Comune: dopo la graduatoria definitiva approvata a fine luglio 2025, «il Comune di Torre Annunziata non risulta aver partecipato ad alcun bando» e, per Oplonti Futura, «la mancata partecipazione costituisce una scelta amministrativa che incide direttamente sulla capacità del Comune di prevenire e gestire situazioni di emergenza» . Da qui la richiesta di chiarire «chi, in modo puntuale e identificabile, abbia assunto la decisione di non partecipare», se la scelta sia politica o tecnica e con quali atti a supporto, se sia stata fatta «una relazione scritta» sui bisogni reali, e «su quali basi» si sia ritenuto sufficiente l’attuale dotazione, fino a domandare «chi si sia assunto la responsabilità politica e/o amministrativa» di non ritenere necessario un potenziamento in un territorio «esposto a rischio vulcanico» e colpito da incendi così vicini alle case, chiedendo infine se l’Amministrazione consideri questa linea coerente con «prevenzione, prudenza e tutela della pubblica incolumità» o se intenda rivederla.
La seconda interpellanza sposta l’attenzione su costi e disagi legati agli uffici: dal 2018 il Comune sostiene fitti passivi verso il Comune di Pompei, con un onere complessivo indicato in «euro 194.854,08», e con uffici che «risultano, allo stato, ancora allocati presso il Comune di Pompei», generando «aggravio di costi» e «disagi logistici e organizzativi» soprattutto per «la cittadinanza tutta costretta a spostarsi al di fuori del territorio comunale». Il gruppo ricorda che la Regione Campania nel 2022 ha riaperto i termini per una procedura legata al rafforzamento dei Centri per l’Impiego, pensata per mettere a disposizione spazi e ottenere «evidenti riflessi positivi in termini di riduzione dei costi di locazione e di razionalizzazione della spesa pubblica» , e chiede al Comune di riferire «con urgenza e in modo puntuale» se l’importo sia confermato, con annualità e durata dei contratti, se la scelta sia stata sostenuta da verifiche su immobili comunali e da valutazioni economiche, quali atti motivino il mantenimento dei fitti, e se esistano immobili di proprietà «anche parzialmente inutilizzati o suscettibili di rifunzionalizzazione» per riportare gli uffici sul territorio «evitando l’esborso di risorse pubbliche per canoni di locazione verso altri enti».
In chiusura, Oplonti Futura domanda anche se il Comune abbia avuto riscontri sulla manifestazione di interesse e, se non ci siano stati o se non si sia proceduto, «per quali motivazioni amministrative e politiche», «chi abbia assunto tale decisione» e se siano state valutate «le conseguenze economiche e organizzative» della mancata adesione a una procedura nata proprio per ridurre costi e rafforzare i servizi per il lavoro.
L’obiettivo dichiarato, in entrambe le interpellanze, è portare la discussione in aula con risposte non generiche, «orale in aula» e con «risposta scritta» e documenti, perché su sicurezza e spesa pubblica, sostiene il gruppo, servono decisioni motivate e responsabilità chiare .

