Il voto del vicesindaco di Pompei alimenta la tensione in consiglio comunale
Un clima di forte tensione ha caratterizzato il Consiglio comunale di ieri, conclusosi con l’abbandono dell’aula da parte dei gruppi di opposizione. A spiegare le ragioni della scelta è stato Domenico Di Casola, che in una nota ha ricostruito quanto avvenuto durante la seduta. Secondo quanto riferito, l’opposizione avrebbe deciso di lasciare i lavori «dopo aver constatato, in occasione della votazione del primo punto all’ordine del giorno, che, nonostante la nota della Prefettura del 31 dicembre, il presidente del Consiglio comunale, sempre con l’avallo del Segretario comunale, ha ulteriormente consentito alla vicesindaco di votare». Una circostanza che, a giudizio di Di Casola, avrebbe fatto «venire a mancare qualsiasi minima condizione di agibilità democratica». Nel suo intervento, l’esponente dell’opposizione ha chiarito che la decisione di non proseguire la partecipazione alla seduta sarebbe stata una conseguenza inevitabile: «A questo punto, abbiamo precisato, che era inutile restare in aula, quando coloro che dovrebbero tutelare il corretto funzionamento del Consiglio comunale consentono di commettere falli e di far entrare un giocatore in più in campo». La metafora sportiva viene utilizzata per descrivere quella che viene ritenuta una forzatura procedurale. Di Casola parla infatti della presenza della vicesindaco al voto «al fine di dare un determinante ed illegittimo vantaggio agli 8 consiglieri che sostengono l’amministrazione comunale, creando una indebita ed artificiale maggioranza». Nel testo diffuso, viene inoltre sottolineato il ruolo degli organi di garanzia interna all’ente, chiamati – secondo l’opposizione – a vigilare sul corretto svolgimento delle sedute.

