Bonus spesa a Torre del Greco, autogol del M5S: criteri «freno», flop-domande
CRONACA
21 gennaio 2026

Bonus spesa a Torre del Greco, autogol del M5S: criteri «freno», flop-domande

I paletti voluti dai pentastellati frenano le fasce deboli e spaccano la maggioranza
Alberto Dortucci

Torre del Greco. I buoni-spesa «sventolati» dal M5S per contrastare la povertà all’ombra del Vesuvio si trasformano nell’ennesimo autogol politico dei pentastellati di palazzo Baronale. Alla chiusura dei termini per la presentazione delle domande – scaduti lo scorso 12 gennaio, dopo la proroga di inizio anno – in Comune sono state protocollate «solo» 389 istanze: un numero capace che certifica – senza dubbi di interpretazione – il flop dell’iniziativa e che resta largamente al di sotto della soglia massima finanziabile con i 100.000 euro messi a disposizione dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Mennella. In teoria, con il plafond previsto dalla squadra di governo cittadino, si sarebbero potute accogliere fino a 416 domande per buoni spesa da 240 euro ciascuno.

I criteri-freno

Il dato numerico pesa, in particolare perché arriva in una fase storica in cui il disagio economico continua a mordere ampie fasce della popolazione. Eppure, la risposta della città è stata fredda rispetto al passato. Un segnale che, nei corridoi di palazzo Baronale, viene letto come la conseguenza diretta di un bando costruito su requisiti estremamente stringenti, fortemente voluti dal consigliere comunale Mirko Gallo del M5S. Ora la macchina amministrativa è chiamata a completare l’iter procedurale: le domande saranno esaminate dai competenti uffici comunali per verificare l’effettivo possesso dei requisiti previsti (il numero degli ammessi si potrebbe ulteriormente abbassare) e la graduatoria degli aventi diritto – fanno sapere dal Comune – potrebbe essere pubblicata già la prossima settimana.

La querelle politica

Al di là dell’aspetto tecnico, il caso è diventato squisitamente politico. Già in fase di preparazione del bando, infatti, i criteri-freno avevano sollevato più di una perplessità all’interno della maggioranza e non solo. Dall’assessore alle politiche sociali Mariateresa Sorrentino al capogruppo di Forza Italia Michele Langella – l’esponente dell’opposizione pronto a collaborare con Luigi Mennella & co. per rispolverare un suo vecchio cavallo di battaglia – non erano mancate le contestazioni su misure ritenute eccessivamente selettive e destinate a escludere proprio una parte significativa delle famiglie in difficoltà. Rilievi rimasti senza seguito e che oggi tornano d’attualità alla luce dei numeri impietosi registrati alla scadenza. D’altronde, il confronto con il recente passato rende il quadro ancora più evidente. Ai tempi del reddito di cittadinanza erano circa 2.400 le famiglie di Torre del Greco che beneficiavano del sostegno economico dello Stato. Un bacino di bisogno che racconta di un bonus per la spesa incapace di intercettare il disagio diffuso sul territorio. Il flop è duplice: da un lato, centinaia di nuclei familiari restano fuori da un aiuto pensato per fronteggiare l’emergenza sociale; dall’altro, diverse migliaia di euro rischiano di restare inutilizzate, nonostante fossero state stanziate proprio per contrastare la povertà in città. Un paradosso che alimenta il malumore politico all’interno del Comune e che viene vissuto come l’ennesima occasione mancata.

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