Svolta per il «Mangiaplastica», riaperto l’iter a Torre Annunziata
CRONACA
22 gennaio 2026

Svolta per il «Mangiaplastica», riaperto l’iter a Torre Annunziata

Antonio Di Martino

Svolta sul “mangiaplastica” a Torre Annunziata: restituito l’acconto del 2022 e iter sbloccato per ripresentare la domanda al Ministero, con il Comune che rivendica i passaggi necessari. Dopo le polemiche sulla revoca del finanziamento legato all’ecocompattatore mai acquistato, da Palazzo Criscuolo arriva la ricostruzione amministrativa che punta a rimettere in moto la procedura: l’Ente ha infatti provveduto a restituire al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica l’anticipo ricevuto nell’agosto 2022, somma incassata in seguito all’adesione al programma approvata dalla precedente amministrazione prima della fase commissariale e rimasta poi non impegnata. Un passaggio che, secondo l’attuale governo cittadino, era indispensabile per riallineare la posizione del Comune e poter tornare a chiedere il contributo previsto dal programma. A chiarire la ratio dell’operazione è il sindaco Corrado Cuccurullo, che lega la restituzione alla possibilità di riaprire formalmente la pratica: «Per aderire nuovamente al programma e chiedere il contributo – spiega il sindaco Corrado Cuccurullo – era necessario che l’ente restituisse l’importo accredito due anni fa e non impegnato. Questo ci consentirà di ripresentare la richiesta». La mossa, nelle intenzioni, punta a trasformare un dossier finito al centro delle contestazioni in un iter nuovamente spendibile, mettendo ordine tra scadenze, atti e disponibilità delle risorse, con l’obiettivo di riportare sul tavolo l’acquisto dell’ecocompattatore ad alta capacità per bottiglie in plastica, indicato come strumento utile a migliorare l’efficienza della raccolta differenziata e il valore del materiale avviato a riciclo. Resta ora il nodo dei tempi e degli step successivi: dopo la restituzione dell’acconto, la ripresentazione della domanda diventa il banco di prova per dare continuità amministrativa al progetto e chiudere la fase di stallo che ha portato alla revoca.  La partita si gioca sulla capacità di trasformare l’annuncio in atti consequenziali, perché solo il completamento dell’iter potrà archiviare definitivamente l’ennesimo “fumo” e restituire alla città un risultato concreto.